menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

"Venduta" dalla madre per prostituirsi a 13 anni: confronto in aula con gli indagati

Il 30 marzo la Procura di Salerno celebrerà l'incidente probatorio che metterà a confronto una ragazzina di 13 anni e cinque persone, tra le quali la madre, accusate di averla sfruttata per farla prostituire dietro somme di denaro

Le presunte violenze su una minore di 13 anni, sfruttata anche dalla propria madre, saranno oggetto di un incidente probatorio che si celebrerà in aula il prossimo 30 marzo, a Salerno, dietro richiesta della Procura. In quella data infatti, il sostituto Elena Guarino, insieme al gip, confronterà le versioni della minore e delle cinque persone attenzionate da una storia avvolta da un drammatico contesto sociale e familiare. La minore, dopo il blitz dei carabinieri lo scorso anno, si trova da allora in compagnia della nonna. Le indagini condotte dal sostituto procuratore Elena Guarino partirono dalle confidenza della nonna della minore, nel momento in cui i carabinieri arrestarono la madre durante l'ennesimo litigio in casa, caratterizzato da minacce e dall'uso di un coltello. In quell'occasione, ai carabinieri fu illustrato un degrado familiare opprimente, con un padre malato e una madre che avrebbe sfruttato la figlia piccola allo scopo di farla prostituire. Al centro di quei fatti, lei, una ragazzina di 13 anni che da un giorno all’altro cominciò a cambiare stile di vita: da normale adolescente, avrebbe assunto velocemente atteggiamenti da donna matura, con fare da adulta e l'abitudine ad indossare vestiti non idonei alla sua età. Con lei la madre che, insieme ad un uomo (un piastrellista conosciuto per dei lavori in casa), avrebbe spinto la minore a prostituirsi. Andare con uomini più grandi avrebbe infatti soddisfatto le sue necessità materiali. Come l'acquisto di sigarette o la sola volontà di avere soldi in tasca. Tutto questo, con il consenso della madre. Il piastrellista avrebbe consumato rapporti sessuali con la piccola, facendosi aiutare contemporaneamente da un'altra donna, che pare procacciasse altre persone da far prostituire

Quelle tre persone finirono in carcere, ma poi la procura - nel proseguire le indagini - denunciò a piede libero altre due persone. Un romeno di 39 anni, accusato e finito in carcere per aver tentato di abusare della piccola che però si rifiutò e un ragazzo di 29 anni, formalmente indagato perchè si sarebbe intrattenuto con la stessa, ma in qualità di "fidanzato". A supporto di quest'ultima circostanza, le foto estrapolate dal social Facebook per mano dei carabinieri. I rapporti sessuali della minore con l'amico della madre, difesa dal legale Carmelina Maiorino e afflitta da disturbi mentali, sarebbero stati consumati in baracche e casolari abbandonati, tra Rocca e Castel San Giorgio. Grazie alle intercettazioni, si sarebbe poi scoperto che la madre e la figlia, dopo aver comprato un'auto, avevano deciso di rendersi indipendenti da quel piastrellista, a sua volta impegnato a sfruttare le disponibilità economiche di un altro uomo - non indagato -interessato a consumare rapporti sessuali. I fatti sarebbero stati commessi dal 2015 al febbraio dell'anno dopo. L'incidente probatorio previsto per la fine del mese metterà a confronto la piccola, assistita da uno psicologo, con il resto degli indagati. Tra i quali la madre, che ha sempre respinto le accuse mosse nei suoi confronti.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Cronaca

Salerno: San Matteo ed il Miracolo della Manna

social

Turismo, la spiaggia di Santa Teresa su "Lonely Planet": l'annuncio del sindaco

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

SalernoToday è in caricamento