Violenza allo stadio, arbitro salernitano aggredito dal figlio di "O lignammon”

Daniele Fiammetta è stato colpito da calci e pugni al termine della gara del girone A di Terza Categoria fra Casola Calcio e Cava Friends. Linea dura da parte dei vertici della Figc

Nuovo episodio di violenza negli stadi. Questa volta la vittima è l’arbitro della sezione Aia di Salerno, Daniele Fiammetta, 35 anni, il quale è stato aggredito da alcuni calciatori al termine della partita di calcio fra Casola Calcio e Cava Friends, disputatasi sabato scorso presso il “Comunale” di Casola.

La dinamica

Il fischietto salernitano - riporta La Città - è stato preso a calci e pugni da due calciatori del Casola. Uno di questi è C.D.L, figlio di Antonio – detto “’o lignammon” – esponente della criminalità organizzata dei Monti Lattari, ucciso l’11 settembre del 2019 nei pressi della sua abitazione. L’episodio è stato ricostruito dal giudice sportivo territoriale della delegazione salernitana della Figc, Paolo Puorro, insieme a Mariano Salvio, che hanno disposto tre anni di squalifica all’allenatore del Casola e ai due calciatori, in quanto – si legge nel dispositivo – “al termine della gara, dopo che già due calciatori della squadra di casa avevano minacciato e ingiuriato il direttore di gara, la stessa condotta veniva reiterata".

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Le indagini

Secondo quanto ricostruito, l’allenatore e i due calciatori si sarebbero introdotti nello spogliatoio dell’arbitro per recuperare i documenti e, in quel momento, hanno aggredito fisicamente  Fiammetta con calci e pugni. Quest’ultimo, successivamente, si è recato presso l’ospedale “Ruggi d’Aragona” di Salerno dov’è stato medicato e dimesso con dieci giorni di prognosi. Ora tutta la documentazione sull’accaduto è stata depositata presso la Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

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