Cava de' Tirreni, l'Osservatorio sulla disabilità: "L'uso di alcune parole vergognoso"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

"La campagna elettorale è finita e finalmente si può fare un’analisi sull'uso corretto delle parole. Farlo prima sarebbe stato probabilmente frainteso o, nella peggiore delle ipotesi, sarebbe potuto essere strumentalizzato a fini elettorali. Ci sono stati termini che non avremmo voluto sentire ma se li abbiamo sentiti vuol dire che è arrivato il momento di fare un "manifesto sulla terminologia corretta della disabilità". Lo rende noto l'Osservatorio cittadino sulla condizione per le persone con disabilità

Alcune delle parole sentite in questi giorni, termini come “mongoloide”, “handicappato” o addirittura il vergognoso “macchina senza turbina” usate magari solo allo scopo di identificare uno status o una problematica, fanno capire che è arrivato il momento di dire che le parole identificano un’idea. Di conseguenza se cambiamo il modo di identificare un qualcosa, cambierà anche il modo in cui le persone percepiscono l’idea; in questo caso il concetto di disabilità.

Cominciamo col dire che l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha eliminato il termine “handicappato”. Ora l'attenzione si è spostata sulla persona, considerandola nell’accezione positiva. Perché dobbiamo comprendere che la disabilità non è una malattia, che la disabilità è una "condizione" di vita. Occorre quindi eliminare tutte quelle parole che danno un'immagine negativa di sofferenze e dolore. Ma è altrettanto necessario eliminare tutte quelle parole come “speciali” o “eroi”: sono le peggiori perché il pietismo e il buonismo, oltre ad essere insopportabili, trasmettono una visione della disabilità negativa in quanto legata alla sofferenza e al dolore che comportano pregiudizi e dimenticano la persona.

Per cui non si dice: "affetto da" oppure "soffre di…"

Invece è corretto dire: con disabilità, sindrome di…

Dobbiamo mettere le persone al centro: se continuiamo ad evidenziare la disabilità non vedremo le persone. Le persone non sono la loro disabilità.

“Dicono di più su un'epoca le parole che non si usano più che le parole che si abusano (Sranislaw Jerzy Lec).

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