Cava, furto di preziosi e soldi dalle suore: la prescrizione estingue il processo

Lo ha deciso la Suprema Corte di Cassazione, alla luce del ricorso prodotto dal legale dell’imputato

Rubò preziosi e denaro alle suore alcantarine quasi nove anni fa, ma non sarà processato nè sconterà la pena di 3 mesi di reclusione. Lo ha deciso la Suprema Corte di Cassazione, alla luce del ricorso prodotto dal legale dell’imputato

Il fatto

Era l’aprile del 2011 quando un 32enne di Cava, entrò nelle stanze delle suore francescane alcantarine all'interno dell’Istituto religioso, approfittando dell’apertura pomeridiana al pubblico. Senza che nessuno lo notasse, portò via una catenina in metallo con un ciondolo, una macchina fotografica e una somma di denaro di 20 euro. L'uomo fu poi individuato e processato per furto in abitazione e furto con strappo. La condanna fu di tre mesi di reclusione. La difesa ha però presentato ricorso in Cassazione, facendo evidenziare la decorrenza dei termini di prescrizione. Il reato fu commesso il 18 aprile 2011. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, ritenendo «l’intervenuta causa estintiva del reato in relazione al quale è stata pronunciata la condanna essendo spirato il termine massimo».

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