Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Cava de' Tirreni

Truffa sulle mascherine con false fatture: indagate quattro persone a Cava

Il lavoro della Guardia di Finanza contesta false fatturazioni per la legale di Cava, nella sua qualità di rappresentante legale di una società, con fatture per operazioni inesistenti

Sono finiti al centro di un’inchiesta per una fornitura di mascherine e false fatturazioni, evasione d’imposta e di Iva, quattro persone raggiunte dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Tra loro ci sono un civilista e altre tre persone. 

Le accuse

Il lavoro della Guardia di Finanza contesta false fatturazioni per la legale di Cava, nella sua qualità di rappresentante legale di una società, con fatture per operazioni inesistenti relative alla manutenzione straordinaria per un valore di 16mila e novecento euro, nei confronti di una seconda società, e un acquisto di ulteriore materiale per le mascherine per oltre 13.700 euro, nei confronti di altra azienda. Entrambi gli oggetti indicati quali elementi passivi fittizi nella dichiarazione Iva per il 2020. L’indagine coinvolge inoltre il rappresentante legale di una delle società citate, per aver emesso fatture sulla manutenzione in questione. Un terzo, anch'egli rappresentante legale per la fornitura di rotoli per mascherine per un valore superiore ai 13mila euro, il 20 maggio 2020, e infine un quarto, titolare di un'altra società, che per evadere le imposte sui redditi e sull’Iva «occultava o distruggeva in tutto o in parte le scritture contabili o i documenti di cui è obbligatoria la conservazione, in modo da non consentire le ricostruzioni dei redditi o del volume di affari», di fatto cancellando la possibilità di indagini. Il legale, in qualità di rappresentante legale della società al centro dell’indagine, risponde da sola di truffa: il capo d'accusa ricostruisce la revoca della qualifica di procuratrice, la cessione delle quote sociali della società ad un ente extraterritoriale, distraendo ingenti somme di denaro della Soresa, la centrale appaltante della Regione per la sanità, su un conto a lei intestato, mediante assegni circolari, con emissione delle relative fatture contestate, «inducendo in errore la società, che si determinava a fornire mascherine filtranti, procurandosi oltre 53mila euro di importo non pagato sulla cifra totale di 207mila euro, con danno patrimoniale», con l’aggravante dell’abuso di prestazione d’opera. L’intera vicenda si riferisce al periodo della fine del primo lockdown, nel 2020, con i fatti accertati tra Cava de’ Tirreni, sede principale delle azioni contestate

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