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Cava, ossigeno "industriale" nelle bombole per i pazienti: c'è un indagato

A finire sul registro della Procura di Nocera Inferiore il gestore dell’azienda di Cava de’ Tirreni dove veniva effettuata la ricarica di ossigeno. Una ditta che non avrebbe avuto autorizzazioni per svolgere il servizio per il settore sanitario

Vi è un primo indagato nell'indagine sull’utilizzo dell’ossigeno industriale rispetto a quello medicale che finisce nelle bombole che servono per la somministrazione ai pazienti che si trovano sulle ambulanze del servizio 118. A finire sul registro della Procura di Nocera Inferiore - come racconta La Città - il gestore dell’azienda di Cava de’ Tirreni dove veniva effettuata la ricarica di ossigeno. Una ditta che non avrebbe avuto autorizzazioni per svolgere il servizio per il settore sanitario. 

L'indagine

L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Roberto Lenza e dai carabinieri del Nas di Salerno, dopo un primo sequestro di alcuni contenitori presso un’azienda per la fornitura di ossigeno industriale. L'obiettivo sarà ora di verificare in che quantità sarebbe stato caricato nelle bombole e chi ne avrebbe poi fatto uso, come le associazioni che guidano le ambulanze del 118. Stando all'ipotesi, da verificare, le bombole di ossigeno vengono noleggiate presso aziende autorizzate ma nel momento della carica, vengono riempite presso ditte non autorizzate, dunque con ossigeno che - per qualità e produzione - non è previsto per la somministrazione ai pazienti. 

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