Cava, riciclaggio di auto di lusso: in 3 vanno a processo

I tre, arrestati lo scorso 12 luglio dalla polizia, attualmente sottoposti ad obbligo di dimora, secondo le accuse avevano messo su un’officina per poi far sparire le autovetture di provenienza illecita

Rischiano il processo con rito immediato i tre pregiudicati accusati di aver riciclato auto di lusso: sono V.T. , 40enne proprietario di un carro attrezzi, C.D.B. , 47enne e il marocchino E.M.N. , 57enne. I tre, arrestati lo scorso 12 luglio dalla polizia, attualmente sottoposti ad obbligo di dimora, secondo le accuse avevano messo su un’officina per poi far sparire le autovetture di provenienza illecita. Al momento del blitz, i tre arrestati stavano smontando una Porsche Cayenne, sistemata in un capannone dietro il cimitero.

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L'indagine

I tre, raggiunti da richiesta di processo con iter immediato sulla base di un evidente quadro d’accusa, sono ritenuti responsabili in concorso dei reati di riciclaggio di auto rubate e di installazione di apparecchiature per impedire o interrompere comunicazioni telematiche, i cosiddetti “Jammer”. L’arresto era arrivato dopo un lavoro di indagine fatto di monitoraggio per contrastare i furti di auto sul territorio. Atteso il momento buono per la flagranza, i poliziotti eseguirono l’operazione, con la fase cruciale dell’irruzione nel capannone, e i tre sorpresi a smontare una nuovissima auto sportiva di grossa cilindrata, rubata nella nottata precedente nel basso Lazio. Per passare inosservati alle forze di polizia, il gruppo aveva attivato un sofisticato congegno elettronico capace di disturbare le trasmissioni Gps-Gsm per evitare che i congegni di sicurezza - gli antifurti satellitari delle auto - potessero inviare l’allarme alle centrali operative e rivelare la posizione della refurtiva. I tre avevano a disposizione molte attrezzature meccaniche ed elettroniche per smontare in tempi rapidi le auto che giungevano al capannone, per poi farle sparire con tanto di smembramento e immetterle sul mercato nero. Durante la perquisizione furono trovati molti altri pezzi risultati smontati da altre auto, soprattutto di lusso e di grossa cilindrata, potenziali precedenti bottini dell’attività illecita. Nel corso della perquisizione furono inoltre sequestrati 2.500 euro in contanti, ritenuti provento dell’illecita attività. 

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