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Usura ai commercianti a Cava, Cassazione riconosce per episodio "natura mafiosa"

L'inchiesta che ha svelato il ruolo dei commercianti-broker per conto degli usurai, è scattata dalla denuncia di un negoziante di abbigliamento con attività a Salerno

Soldi a strozzo ai commercianti, per un episodio di estorsione viene confermata l'aggravante del metodo mafioso. E' quanto deciso dai giudici di Cassazione per A.C. , di Cava de' Tirreni. 

La storia

Per i giudici è necessario e sufficiente che "la violenza o la minaccia assumano veste tipiticamente mafiose". L'inchiesta che ha svelato il ruolo dei commercianti-broker per conto degli usurai, è scattata dalla denuncia di un negoziante di abbigliamento con attività a Salerno. Due anni fa, a gennaio, l'uomo era stato vessato dagli intermediari dei due "finanziatori" dei prestiti illegali, oramai alle strette. A quel punto denunciò tutto alle forze di polizia, facendo scattare un'indagine nei riguardi di commercianti che "vendevano" - secondo la Dda - i soldi di due indagati. Ai carabinieri consegnò documenti contabili e bancari che fissavano l'inizio dei prestiti usurai nel 2011, quando dovettechiudere un'attività a Cava per fallimento. Inoltre, depositò una serie di registrazioni audio dei colloqui che aveva avuto direttamente con i "broker". Sei furono i casi di usura accertati dall'Antimafia di Salerno. Di mezzo milione di euro è il prestito originario. La vittima aveva restituito negli anni circa 700mila euro, ma solo per coprire interessi. 

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