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Cava, revocato il 41 bis a Dante Zullo: le accuse di mafia già cadute al processo

Secondo l'Antimafia di Salerno, l'uomo era considerato a capo di un'associazione di stampo mafioso nella città metelliana

Revocato il carcere duro a Dante Zullo. Il 59enne cavese sarà trasferito in un carcere ordinario. A decidere per la revoca del regime il Tribunale di Sorveglianza di Roma, su reclamo del difensore di fiducia, Teresa Sorrentino. Secondo l'Antimafia di Salernol'uomo era considerato a capo di un'associazione di stampo mafioso nella città metelliana. Circostanza, questa, non dimostrata nel maxi processo chiuso a luglio scorso, a Nocera Inferiore, con il collegio che non ha riconosciuto le aggravanti legate al 416 bis. 

Il carcere duro

Fu proprio l'indagine dalla quale poi scaturì il maxi processo a portare il 59enne al carcere duro. Secondo la Procura Antimafia, l'uomo avrebbe dato ordini e disposizioni, facendole finire all'esterno, grazie ad alcune persone fidate, come la figlia. Lo squarcio sulle attività della famiglia Zullo era stato aperto da un collaboratore di giustizia, imprenditore, che si era staccato da quel mondo. Le sue dichiarazioni spinsero la Dda ad indagare anche su di un presunto scambio elettorale politico mafioso, con i voti di Zullo all'ex vicesindaco di Cava, in cambio di favori. Anche questa circostanza, tuttavia, non è stata dimostrata al processo, con sentenza di assoluzione piena per tutti gli imputati coinvolti. Nel maxi processo, Dante Zullo era stato condannato a 20 anni di reclusione, con l'accusa di associazione a delinquere semplice, oltre che per usura ed estorsione. 

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