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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca Cava de' Tirreni

Scambio elettorale politico-mafioso a Cava: assolto l'ex vice sindaco Polichetti

Cadono le accuse nei confronti del politico metelliano e del funzionario comunale Angelo Trapanese. Condannato a 20 anni Dante Zullo, pena ridotta gli altri imputati. La sentenza è stata emessa dai giudici del Tribunale di Nocera Inferiore

Dopo un lungo iter giudiziario, è giunta l’assoluzione per l’ex vice sindaco di Cava de’ Tirreni Enrico Polichetti. Le accuse mosse a suo carico sono tutte cadute dinanzi ai giudici del Tribunale di Nocera Inferiore che ieri, nel tardo pomeriggio, dopo alcune ore di camera di consiglio, lo hanno assolto con formula piena perché il fatto non sussiste. A cadere anche il 416 bis e cioè l’accusa di associazione camorristica.

L'inchiesta

Polichetti, fedelissimo del primo cittadino Vincenzo Servalli, era stato accusato da un pentito, Giovanni Sorrentino, di aver coinvolto, con la complicità del funzionario comunale Angelo Trapanese, anche lui assolto con formula piena, il clan Zullo nell’organizzazione della festa della Pizza svoltasi a Cava nel 2016. E, soprattutto, di essere stato aiutato elettoralmente dal medesimo gruppo criminale in occasione della campagna elettorale del 2015. La scorsa settimana il pm antimafia Valenti aveva chiesto una condanna a 5 anni per Polichetti ed 1 anno e 6 mesi per Trapanese. Polichetti, che all’indomani dello scandalo si dimise subito dalla carica di vice sindaco, ha sempre sostenuto la sua innocenza e la sua totale estraneità ai fatti.

Pene ridotte per gli Zullo

I giudici hanno riformulato anche l'accusa di associazione camorristica in associazione semplice nei confronti del gruppo Zullo. Per questo le condanne sono state ridotte per gli imputati: Dante Zullo dovrà scontare 20 anni di carcere; la figlia Gerladine 10; il figlio Vincenzo 3 anni e 6 mesi; Vincenzo Porpora 3 anni e 8 mesi; Antonio Santoriello 4 anni e mezzo; Laila Kabil e Carmela Lamberti ad 8 mesi con la sospensione della pena; Domenico Caputano 11 anni; Paolo De Rosa 1 anno e 4 mesi; Antonio Di Marino 7 anni; Paolo Sorrentino 7 anni. Questi sono alcuni dei 34 imputati coinvolti nel processo. 

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