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Cronaca Cava de' Tirreni

Cavese finisce agli arresti domiciliari, ma era innocente: la storia

Il giovane non è andato in carcere perché incensurato, ma gli sono stati dati gli arresti domiciliari, che iniziano il 13 ottobre dell’anno scorso e termineranno solo il 22 febbraio

Una storia paradossale, quella che vede come protagonista un 19enne cavese, Vincenzo Marzano, accusato per reati mai compiuti. Come racconta La Città, tutto è iniziato una sera del 23 settembre dello scorso anno nell’area Metropark, il parcheggio vicino alla stazione. Una coppia è stata minacciata da un giovane con una pistola “soft air”.

Il fatto

Entrambi hanno dovuto cedere la loro auto e il cellulare. Un altro ragazzo era posizionato all’uscita della stazione per controllare che non arrivasse nessuno. La coppia, benché spaventata, la sera stessa presentò la denuncia. Le forze dell'ordine individuarono il ragazzo che aveva minacciato la coppia con l’arma, alias un giovane cavese che, dopo diversi interrogatori e aver cambiato diverse volte versione, indica Vincenzo, che conosce vagamente, come suo complice. Marzano viene interrogato e si dichiara subito innocente. Le indagini continuano e, alla fine, le forze dell’ordine lo accusano di correità. Il giovane non è andato in carcere perché incensurato, ma gli sono stati dati gli arresti domiciliari, che iniziano il 13 ottobre dell’anno scorso e termineranno solo il 22 febbraio. Il suo avvocato, Giovanni Gioia , per supportare la linea difensiva che lo proclama innocente, ha dunque  disposto una perizia eseguita dall’ingegnere Nicola Manzo: è stato, così, dimostrato, che il giovane, quella sera, non poteva essere all’uscita del Metropark a fare da palo. I testimoni, così come i rilievi delle telecamere lo hanno confermato: durante il processo, il giovane cavese sceglie di non patteggiare. Alla fine il giudice Paolo Valiante lo ha assolto per “non aver commesso il fatto”. L'incubo, per lui, è così terminato.

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