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Cetara, sigilli ad una discarica: deferiti sindaco e tecnico comunale

L'operazione è stata effettuata dai carabinieri del nucleo operativo ecologico del comando provinciale di Salerno: denunciati in stato di libertà il sindaco e un tecnico comunale

Un sito di stoccaggio di rifiuti solidi urbani è stato sequestrato a Cetara, in costiera amalfitana, dai carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Salerno, agli ordini del capitano Giuseppe Ambrosone. Alle operazioni hanno preso parte anche i carabinieri della stazione di Vietri sul Mare, coordinati dal maresciallo Gerardo Ferrentino. Il provvedimento di sequestro preventivo è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Salerno, in seguito ad una indagine condotta dalla procura della Repubblica di Salerno, diretta dal procuratore Franco Roberti.

Il sindaco di Cetara ed un tecnico del comune, si legge in una nota dei carabinieri del NOE del comando provinciale di Salerno, dovranno rispondere di "violazione all'art.256 del D.L.vo n.152/2006 (Codice dell’Ambiente) per avere, in concorso e nelle rispettive qualità, attivato e gestito un sito di stoccaggio temporaneo di rifiuti solidi urbani ovvero un centro di raccolta di rifiuti solidi urbani in assenza della prescritta autorizzazione nonché realizzato il medesimo sito in assenza dei requisiti minimi normativi previsti dal D.M.8.4.2008 ovvero idonea recinzione, mancanza di idoneo sistema di gestione delle acque meteoriche e di quelle provenienti dalle zone raccolta rifiuti, mancanza di idonea cartellonistica, assenza di recinzione dell’area di deposito dei cassoni scarrabili contenenti carta, cartone e rifiuti ingombranti".

Il solo sindaco di Cetara, invece, dovrà rispondere anche di "violazione anche degli artt.323 e 328 del codice penale, per avere, abusando dei suoi poteri ed in violazione di legge circa la provincializzazione del ciclo dei rifiuti, assunto la gestione del servizio smaltimento rifiuti così arrecando un ingiusto danno al Consorzio di Bacino Salerno 2, inoltre rifiutando, nonostante l’ordinanza di sospensiva del Tar della delibera di G.M.del 13.12.2011 di risoluzione della convenzione, di procedere al ripristino del servizio in favore del Consorzio dei Comuni di Bacino SA/2; abusava ancora dei poteri del suo ufficio perché pur non essendo in presenza di situazioni contingibili e impreviste ma in seguito a sopralluogo della polizia giudiziaria, e dunque per fare fronte al normale ciclo di smaltimento rifiuti, emetteva una nuova ordinanza contingibile e urgente con la quale autorizzava l’esercizio del sito per il deposito temporaneo di carta e cartone e rifiuti ingombranti”. 

 

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