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Chiusura dell'Ospedale di Agropoli, il "no" di De Luca, Valiante , Pica e Capozzolo

De Luca: "Urgentissimo sospendere la chiusura del nosocomio con una moratoria che sia valida almeno fino a settembre, in modo da garantire i livelli essenziali di assistenza e di sicurezza ai cittadini e ai turisti"

Conto alla rovescia, ormai, per la protesta del comitato per la salvezza dell'ospedale di Agropoli, dinanzi all'Asl di Salerno. E' stato fissato per venerdì, infatti, il presidio cui prenderanno parte innumerevoli cittadini, scesi in campo contro la chiusura del nosocomio. Intanto, la vicenda sta suscitando indignazione e perplessità da parte di diversi politici ed istituzioni. "È sconcertante che, alla vigilia della stagione estiva, si siano avviate le procedure di smobilitazione e chiusura dell'ospedale di Agropoli- ha scritto, per iniziare, il sindaco Vincenzo De Luca su Facebook - Si lascia così il Cilento senza un efficace presidio ospedaliero, in un periodo nel quale il territorio è frequentato da centinaia di migliaia di persone. È necessario rivedere la decisione di chiudere l'ospedale di Agropoli nella più generale riprogrammazione dei servizi sanitari pubblici e privati nel territorio".

"Nel frattempo è urgentissimo sospendere la chiusura del nosocomio con una moratoria che sia valida almeno fino al mese di settembre, in modo da garantire i livelli essenziali di assistenza e di sicurezza ai cittadini e ai tantissimi turisti che soggiornano in Cilento nel corso della stagione estiva", ha aggiunto. Il consigliere regionale Gianfranco Valiante, intanto, chiede l'immediato insediamento di un tavolo istituzionale regionale, con una lettera, inviata al Commissario ad acta alla sanità Caldoro, al vice Morlacco, al direttore Generale dell'Asl Salerno Antonio Squillante e al sindaco del Comune di Agropoli Franco Alfieri.

"La contestata chiusura dell'Ospedale di Agropoli, disposta dall'Asl di Salerno con effetto dal 20 giugno 2013 - osserva Valiante nella lettera - comporterà certamente fortissimi disagi all'utenza non solo locale, ma anche turistica del territorio a cui quel presidio ospedaliero fa riferimento. Per tale ragione e per la contestuale mancanza di un efficace piano di emergenza-urgenza provinciale, anche al fine di evitare pesanti problemi di ordine pubblico in vista delle iniziative che i cittadini stanno organizzando, è auspicabile l'insediamento di un tavolo istituzionale regionale che proceda al rinvio del provvedimento". Valiante ha presentato, intanto, anche un'interrogazione al presidente della Giunta Regionale, per conoscere "quali siano le motivazioni che hanno determinato l'adozione del provvedimento di chiusura dell'Ospedale di Agropoli e quali atti si intendano adottare per assicurare alle comunità interessate il diritto all'assistenza sanitaria che, con la deprecata chiusura, è da intendersi irrimediabilmente compromesso".

Sulla questione, interviene anche l'onorevole Sabrina Capozzolo neo deputata del PD: "I cittadini di Agropoli non sono figli di nessuno e se la Regione pensa di poter gestire la vicenda dell'Ospedale Civile di Agropoli senza alzare gli occhi dalle carte, ha preso senza dubbio un grande abbaglio - ha detto - Qui si parla della vita di persone, non di numeri e non è accettabile il comportamento del Presidente della Regione Campania che pur di non ammettere di aver commesso qualche sbaglio nella gestione di questo problema, sta mandando a fondo tutta la nave. Non voglio dire che l’Ospedale di Agropoli non abbia dei problemi e che la struttura debba rimanere così com’è, chiedo solo che prima di mettere in atto dei cambiamenti così rilevanti per la comunità territoriale ci si accerti di poter garantire gli stessi servizi da un’altra parte", ha concluso l'onorevole.

Insieme all’onorevole Tino Iannuzzi, dunque, la Capozzolo ha preso l’iniziativa di chiedere al ministro della Salute Beatrice Lorenzin di attivarsi per fare chiarezza ma soprattutto per verificare "se, con i provvedimenti in atto, alla popolazione di Agropoli e dei 19 Comuni limitrofi che fanno parte dell’utenza dell’ospedale, siano garantiti i livelli essenziali di assistenza".

"E' davvero assurdo che un provvedimento di una tale gravità venga assunto appena prima dell'avvio della stagione estiva quando la popolazione dell'intero comprensorio aumenterà sensibilmente sfiorando le 500 mila presenze - incalza il consigliere regionale Donato Pica-  La decisione di riconvertire il nosocomio agropolese in Psaut rappresenta un atto contrario a tutta la programmazione regionale vigente e cioé al decreto 49/2010, che prevedeva la trasformazione dello stesso in un centro ambulatoriale ad indirizzo oncologico ed in una struttura residenziale per cure palliative (Hospice), e al decreto 73/2011 che lo inglobava nell'istituendo Ospedale Unico della Piana del Sele".

"La modalità del servizio reso dal Psaut sono in pratica equiparabili a quelle di una guardia medica allargata non essendo possibili né il ricovero e né l'effettuazione di indagini strumentali e spesso, nel mentre si verificano le condizioni del paziente, potrebbe perdersi del tempo prezioso ai fini del trasporto in ambulanza presso la struttura designata. Occorre - conclude - tenere conto dei tempi di percorrenza verso gli altri presidi ospedalieri, atteso che la Strada Cilentana versa in pessime condizioni ed è continuamente interessata da fenomeni di dissesto idrogeologico. Ancora una volta la provincia di Salerno e il territorio cilentano vengono danneggiati dalle scelte del governo regionale".

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