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Via Matierno

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Ufficio postale di Matierno: parte la petizione popolare contro la chiusura

Attraverso questa iniziativa, capeggiata da Enrico Cipriani, i residenti chiedono al consiglio comunale di Salerno, ai parlamentari nazionali e regionali al Prefetto di interessarsi della questione

Continua la polemica nella frazione di Matierno per la chiusura dell’ufficio postale, prevista dal 7 dicembre, decisa da Poste Italiane. Attraverso una petizione popolare i residenti, capeggiati da Enrico Cipriani, chiedono al consiglio comunale di Salerno, ai parlamentari nazionali e regionali, al Prefetto di rappresentare nelle aule parlamentari cittadine, ai Governi dello Stato e della Regione la volontà  dei cittadini delle frazioni di Salerno Matierno-Cappelle-Pastorano, (con intensità abitativa oltre i 7 mila persone e con grande difficolta di collocamento con mezzi pubblici con le altre realtà postale in cui si dovrebbero recarsi ), di “mantenere l’apertura dell’Ufficio Postale, ed intraprendere ogni utile iniziativa per non far sospendere tale servizio”. “Occorre ricordare a tale proposito – si legge nella petizione -  che se l’ufficio postale dovesse chiudere con questo sparirà un altro servizio alla popolazione che già vivono la condizione di periferia, cosi smantellando la funzione sociale che la filiale Poste Italiana ha per le zone, e si aggiungono i disagi sociali per gli anziani e chi è affetto da handicap”.

Per questo motivo, la cittadinanza delle Frazioni ha avviato la raccolta firme con cui chiede che Poste Italiane “riveda la sua decisione di chiusura dell’ufficio postale”; “apra un serio confronto con le istituzioni locali e la cittadinanza per affrontare direttamente la questione”; che il sindaco Vincenzo Napoli “attivi in maniera decisa tutte le iniziative di collaborazione utili per il mantenimento dell’Ufficio postale a Matierno facendosi carico di intercedere istituzionalmente con la società”. Per i residenti “la speranza è che la società Poste Italiane S.p.A riveda la sua decisione ed effettui una valutazione non solo di carattere economico, ma anche e soprattutto sociale, tenendo in considerazione tutti gli aspetti legati alle conseguenze negative che tale scelta quotidianamente porterebbe alla popolazione delle frazioni in questione”.

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