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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca Manganario / Via Salvatore Calenda

Poste, ancora chiuso l'ufficio di via Salvatore Calenda: è protesta

Non ha riaperto il 1 ottobre, come previsto, l'ufficio postale di via Salvatore Calenda, chiuso per lavori di ristrutturazione dal 5 settembre. Residenti e pensionati costretti a raggiungere via Aversano e Fratte

Sul piede di guerra pensionati e residenti di via Salvatore Calenda, per la mancata riapertura dell'ufficio postale del rione fissata per il 1° ottobre. Perplessi e nervosi, infatti, i cittadini, sabato mattina, hanno trovato la saracinesca dell'ufficio postale alzata, sì, ma solo per permettere agli operai di portare avanti i lavori di ristrutturazione che, iniziati il 5 settembre, sarebbero dovuti già terminare.

A raccogliere le proteste dei pensionati, il comitato di quartiere La Mennolella, presieduto fa Franco Cuomo: "Poichè nessuno di noi si è accorto che gli operai dal 5 settembre avessero inziato i lavori, in quanto le saracinesche sono state abbassate sempre a detta di molti residenti della zona, ci aspettavamo già che l'ufficio postale non riaprisse nella data prestabilita - ha spiegato Cuomo - Ma quello che suscita maggiore perplessità tra noi del quartiere è la sparizione improvvisa del cartello indicante come data di termine dei lavori il 1° ottobre, fino a qualche giorno affisso alla saracinesca".

Oltre alla "magica" sparizione del cartello, a innervosire i residenti, l'obbligo di raggiungere gli uffici di via Aversano e di Fratte per effettuare le operazioni postali. Distanze da affrontare, queste, che risultano ancora più insopportabili per i pensionati, i quali, anche  a fronte della riduzione delle corse dei bus per i tagli sui Trasporti, avvertono grandi difficoltà nel percorrere tratti di strada tanto lunghi. A preoccupare il quartiere, anche il trasporto delle pensioni, da parte degli anziani, dagli uffici postali alternativi indicati, alle proprie abitazioni, per il rischio scippi e rapine cui sono esposti in particolare proprio i meno giovani. Tutti in coro, dunque, i residenti di via Calenda, insieme anche a Rosario Peduto dell'associazione Tradizione Futuro del rione, chiedono il ripristino in tempi brevi delle attività dell'ufficio postale del loro quartiere.

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