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Il Ciclope

Il Ciclope

Tragedia al Ciclope, il padre di Crescenzo in chiesa: "Mio figlio ucciso tre volte"

Una santa messa è stata celebrata, nel comune di Camerota, in ricordo del giovane napoletano ucciso da un sasso. Don Gianni Citro: "Vogliamo verità e giustizia"

E’ passato un mese dalla morte di Crescenzo Della Ragione, il giovane che ha perso la vita all’interno della nota discoteca cilentana, “Il Ciclope”, situata nel comune di Camerota. Trenta giorni di dolore e angoscia per genitori e amici. E per quanti conoscevano il 27enne napoletano, che ieri, giorno del trigesimo, comunque, non sono voluti mancare alla santa messa di don Gianni Citro, parroco del comune salernitano, celebrata in un’affollatissima chiesta di Sant’Alfonso.  In tanti, insieme ai familiari, sono giunti da Varcaturo a Camerota per ricordare Crescenzo. “Con questa santa messa - ha spiegato don Gianni - la comunità dei figli di Dio e di Marina di Camerota vuole offrire in maniera semplice e generosa il contributo della sua preghiera, della sua fede, della sua speranza e della sua fratellanza e dell’amicizia cristiana alla famiglia del caro Crescenzo”. Morto “in quella grotta maledetta trasformata in discoteca”. 

Poi si è rivolto ai genitori dei 27: “La fede è lotta contro le tenebre ed è testimonianza di trasparenza, di lealtà, di amore per la verità. Se la fede non è questo, non è niente, è una menzogna, è un inganno”. E ancora: “Non è poco quello che possiamo donarci gli uni e gli altri - ha continuato don Gianni - perchè dopo, se non lo facciamo da cristiani, rimane complicatissimo farlo in altre vesti, in altri ruoli e in altri luoghi. “I cerimoniali non servono a niente, le cose che servono sono i gesti dell’animo, sono i gesti di condivisione che non fanno sentire sole e abbandonate le persone, ma le fanno sentire parte di una grande famiglia. Perciò stiamo ricordando Crescenzo non attraverso una cerimonia fatta di poesie e di memorie vaghe, ma fatta di preghiera”.Infine ha concluso: "Il popolo di Camerota non dimentica, insieme alla famiglia di crescenzo non cerca vendetta, ma verità e giustizia".  

Al termine della cerimonia religiosa a prendere la parola è stato il papà di Crescenzo, Antonio Della Ragione: "Mio figlio è stato ufficio tre volte. Dal masso che gli ha fracassato il cranio, dalla mano di Giuda che ha fatto sparire la pietra e dall'assenza delle istituzioni subito dopo la tragedia".
 

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