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Rifiuti tossici sotterrati nel Cilento, l'ordine arrivò dall'Asl: spuntano nuovi dettagli

Gli inquirenti hanno acquisito una corposa documentazione negli uffici del Comune, dell’Asl e dello stesso tribunale vallese. L'altro giorno l'intervento del ministro dell'ambiente Sergio Costa

Dopo le parole del ministro Costa sui rifiuti tossici interrati nelle campagna di Salento, piccolo comune del Cilento dove in passato sorgeva un impianto per l’allevamento di lombrichi, emergono nuovi dettagli sulle indagini condotte dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia Ambientale della Procura di Vallo della Lucania

L'inchiesta

Gli inquirenti hanno acquisito – riporta La Città – una corposa documentazione negli uffici del Comune, dell’Asl e dello stesso tribunale vallese. Tra i documentati, è spuntata anche una nota dell’Azienda sanitaria che, nel 1995, chiese al Comune di “emettere un’ordinanza” per chiedere al titolare dell’impianto di “provvedere a far ricoprire con terreno di riporto, da compattare opportunatamente, le lettiere e la vasca di raccolta dei rifiuti organici”. Dalle indagini è emerso anche che all’epoca ci fu una relazione di una consulente della Procura che invitava invece a disinterrare quei rifiuti e a bonificare l’area. Ma quest’ultima non fu presa in considerazione e così i rifiuti, tra cui anche fanghi tossici, per 25 anni sono rimasti nel terreno.

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