Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Scacco al clan Serino di Sarno: sequestrati immobili, società e conti bancari

Sono emersi elementi a carico dei Serino, in particolare interessati a traffico di droga, gestione dell'indotto dei videopoker, e all'attività di abigeato, nonchè nell'intestazione fittizia di beni ed imprese nel settore scommesse e nell'esercizio abusivo dell'attività finanziaria.

E' stato eseguito questa mattina, nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, un sequestro preventivo nei confronti di Aniello Serino, di sua moglie e dei due figli, uomo e donna. A seguito dell'indagine "Farfalla" dei Carabinieri dell'Anticrimine, è emerso che il figlio di Serino, mentre il padre era in carcere, aveva assunto la direzione del gruppo criminale capeggiato proprio dal padre. Grazie a quegli accertamenti, era stato possibile raccogliere elementi sulla sussistenza di un clan camorristico guidato da Serino padre e figlio, egemone a Sarno con interessi illecito nel controllo e nella distribuzione di un'ampia porzione della provincia dei videopoker e in quella delle estorsioni verso le imprese impegnate nello svolgimento delle opere appaltate dal Comune di Sarno dopo la frana del 5 maggio del '98. Il gruppo di Serino aveva anche rapporti con criminali di Salerno e Napoli: è emerso anche un tentativo di voto di scambio nelle elezioni del 2014. Già il 7 maggio del 2002 era stata riconosciuta l'azione dei Serino impegnati a fornire appoggio agli esponenti politici locali.

Le indagini

Nel giugno del 2013, seguì l'indagine Poker impegnata a monitorare Raffaele Vitiello, dipendente di una ditta di noleggio di videopoker ma di fatto suo "dominus". Anche in questo caso, sono emersi elementi a carico dei Serino, in particolare interessati a traffico di droga, gestione dell'indotto dei videopoker, e all'attività di abigeato, nonchè nell'intestazione fittizia di beni ed imprese nel settore scommesse e nell'esercizio abusivo dell'attività finanziaria.

Il sequestro

Gli accertamenti eseguiti dal Ros hanno consentito di sequestrare 3 società, di cui 2 dedite al commercio all'ingrosso di animali vivi e coltivazione di frutti oleosi e di una sala scommesse con internet point, 43 immobili e terreni, tra cui box auto per circa 2 milioni di euro e 19 rapporti bancari.
 

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