Quarant'anni a servizio di legalità e sicurezza: il Commissario Izzo lascia la Polizia, il saluto

Cavaliere al Merito della Repubblica, laureato in Scienze Politiche, entra appena ventenne nell’allora “Corpo della Guardie di P.S.”, quando il terrorismo raggiungeva l’apice con il sequestro Moro e la strage della sua scorta

Izzo con il figlio

Lascia la Polizia, il Commissario della Polizia di Stato, dottor Stefano Izzo, per raggiunti limiti di età. Nella sala riunione “Bandiera De Marco” della Questura, domani, giovedì 27 settembre, avrà luogo il saluto di commiato, alla presenza del Questore, colleghi ed amici. Cavaliere al Merito della Repubblica, laureato in Scienze Politiche, entra appena ventenne nell’allora “Corpo della Guardie di P.S.”, quando il terrorismo raggiungeva l’apice con il sequestro Moro e la strage della sua scorta. Izzo venne impiegato da subito nell’attività operativa anti-eversione, prendendo parte, il 7 aprile 1979, al blitz contro i vertici di Autonomia Operaia a Padova. Nello stesso anno si specializzò a Roma presso l’UCIGOS, venendo poi assegnato alla Digos della Questura di Venezia. Lì, lavorò attivamente con la Sezione antiterrorismo, contribuendo a una serie di operazioni di polizia contro le BR venete, determinando l’indebolimento della rete di attivisti e fiancheggiatori. È stretto collaboratore del Responsabile della Sezione, dottor Albanese, ucciso poi in un agguato delle BR a Mestre il 12 maggio 1980. Nella sua vita professionale, Izzo si è, poi, ispirato sempre alla figura del mai dimenticato Dirigente, maestro di impegno e di concretezza operativa.

Le attività

Nel 1981 fu assegnato al Commissariato di Marghera, dove svolse un’intensa attività di monitoraggio degli ambienti della sinistra extraparlamentare, soprattutto nel polo industriale, nel corso della quale contribuisce alla scoperta di un “covo freddo” delle BR.  Dopo l’entrata in vigore della legge 121/81, è stato tra i primi a frequentare il corso di ispettore, a conclusione del quale venne assegnato alla Questura di Salerno. I vertici non esitarono ad assegnarlo alla Digos, proprio in considerazione della sua formazione. Tra le varie problematiche sociali che interessavano la provincia di Salerno, vi era il fenomeno del tifo violento: la tragica morte del tifoso salernitano Plaitano allo stadio “Vestuti”; il primo striscione razzista e xenofobo in Italia allo stadio di Nocera Inferiore e, nel 1999, la tragedia dei quattro tifosi morti sul treno Piacenza-Salerno. Proprio in considerazione di tali delicate situazioni, Izzo e l’allora Dirigente della Digos, diedero vita alla “Squadra Tifoserie” per il monitoraggio della violenza negli stadi, organismo istituzionalizzato presso tutte le Questure d’Italia, l’anno successivo. 

Gli altri incarichi

Nel corso degli anni di servizio, Izzo ha svolto numerosi incarichi: Responsabile della Sezione Operazioni Speciali della Digos, Coordinatore del Settore Ordine Pubblico,  e membro del Comitato di Difesa e Protezione Civile della Prefettura. In virtù della sua esperienza professionale, ha svolto anche compiti di formazione per il personale della Polizia di Stato e diverse iniziative ministeriali rivolte agli studenti delle scuole salernitane.  Nel corso della sua carriera, inoltre, è stato insignito di vari titoli, premi e riconoscimenti ed ha svolto il mandato di rappresentante sindacale di categoria nel SIULP. Tra le iniziative da lui promosse ricordiamo quella sul tema: “Immigrazione: emergenza o risorsa sociale? L’impegno degli operatori della Polizia di Stato” – Convegno Comune di Salerno (dicembre 2006).

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Parla Stefano Izzo

"Dopo quarant’anni di servizio lascio la Polizia di Stato non senza emozione consapevole di aver dato il mio piccolo contributo a una grande Istituzione a cui ho guardato sempre con rispetto, svolgendo il mio lavoro per la legalità, per la sicurezza dei cittadini, con disciplina ed onore, come vuole la nostra Costituzione"
 

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