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Concorso per diversamente abili al Ruggi: tra i vincitori il figlio del responsabile, il caso

Lo riporta Metropolis: dito puntato anche contro i sindacati della Rsu che sarebbero stati informati dell’anomalia prima che venisse indetto il bando e la commissione che doveva decidere sui concorrenti che si è dimessa poco prima del concorso

Ombre su un concorso per otto posti di addetto video-terminali (destinati ai diversamente abili) presso l’ospedale Ruggi di Salerno: indaga la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno. Lo riporta Metropolis: nel mirino degli inquirenti sarebbe finita soprattutto la posizione del figlio di un responsabile che ha vinto il concorso.

Dito puntato, però, anche contro i sindacati della Rsu che sarebbero stati informati dell’anomalia prima che venisse indetto il bando e la commissione che doveva decidere sui concorrenti che, neanche a farlo apposta, si è dimessa per motivi personali qualche giorno prima del concorso. La Procura indaga dopo un esposto presentato dal sindacato autonomo dei professionisti della medicina (Sapmi) nel quale- il segretario provinciale, Carmine De Chiaro- aveva denunciato - annunciandone il vincitore- che a prendere uno degli otto posti (in convenzione tra il Ruggi e il centro per l’impiego provinciale) sarebbe stato proprio il figlio del capo del personale. Gli inquirenti, dunque, parlano di conflitto di interesse tra i partecipanti e la dirigenza dell’azienda.

La seconda commissione nominata il 22 gennaio scorso avrebbe assolto e concretizzato la seduta concorsuale dopo soli tre giorni dall’abbandono dell’altra commissione. Nella denuncia del Sapmi, si evince che “La Commissione esaminatrice nuova sarebbe stata nominata in violazione del decreto legge del 2001 e inerente alla nomina del presidente che doveva essere un dirigente aministrativo della azienda sanitaria sede della prova". Il direttore generale dell’azienda Sanitaria Ruggi , Vincenzo Viggiani, finisce nel mirino del sindacato Sapmi e in particolare dal dirigente sindacale Carmine De Chiaro. “E’ ritornato il trasformatore - ha detto il sindacalista - Dopo un intervallo dalla revoca del decreto di giunta regionale adottato nei confronti dell’allora direttore generale Domenico Pirozzi- finito nel mirino delle parti sociali sull’utilizzo del personale-, è tornato alla ribalta il sistema e l’uso gestionale simile al precedente”.

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