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Concorso Scuola, sciopero dei precari: 3 mila prof salernitani a rischio

E' rottura tra le sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda) e il Miur. La protesta è stata indetta al termine dell’assemblea unitaria nazionale

Esplode anche in provincia di Salerno la protesta dei docenti a supporto dei professori precari che dovranno partecipare al prossimo concorso straordinario. Le principali sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda), al termine dell’assemblea unitaria nazionale, hanno comunicato che tutti gli insegnati (compresi quelli di ruolo) scenderanno in piazza il prossimo 17 marzo per chiedere una maggiore attenzione nei confronti dei loro colleghi precari che, da anni, con le supplenze riescono a far svolgere le attività didattiche nonostante le difficoltà.

I dati

Nel Salernitano sarebbero almeno 3 mila i candidati al concorso straordinaro che richiede come requisito almeno tre anni di servizio nelle scuote statali. Attraverso un comunicato delle segreterie unitarie fanno sapere che lo sciopero rappresenta “un primo step di iniziative a sostegno del personale precario della scuola e dei facenti funzioni di Dsga” e “un’iniziativa che si sviluppa su un arco di tempo più lungo e su problematiche più vaste”. Per il momento, spiegano anche che lo sciopero era inevitabile, dopo “un confronto durato mesi”, durante i quali erano stati presi degli accordi, anche con il Governo, pure su altri temi, come “il rinnovo del contratto, la mobilità e la definizione di un sistema strutturale di abilitazione. Per ora, le attenzioni rimangono però concentrate sul precariato. Sono venute a cadere le ragioni per cui sono state a suo tempo sospese le iniziative di mobilitazione Il confronto dei giorni scorsi al Ministero ha evidenziato una sostanziale indisponibilità al negoziato di questa amministrazione, che ha respinto in larga parte le proposte avanzate dai sindacati sui provvedimenti relativi alle procedure concorsuali“. “Il tema della precarietà - concludono i sindacati - va superato con una politica attenta e con misure che siano il risultato di un confronto corretto. Migliaia di persone attendono risposte concrete e rispettose del loro lavoro”.

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