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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca Polla

Coniugi in vacanza a Polla intossicati da monossido di carbonio: salvati

Dopo aver acceso un braciere nella loro camera da letto il micidiale gas sprigionatosi ha provocato una malessere alla donna, mentre il marito stava entrando in coma. Salvati al Ruggi d'Aragona

Tragedia sfiorata la notte scorsa a Polla quando una coppia di coniugi  L.V. di anni 41 e S.C. di anni 44 originari del posto, ma residenti a  Nonio, nel verbanese, a causa della rigida temperatura registratasi, hanno deciso incautamente di accendere un braciere per riscaldarsi nella loro stanza da letto. Ben presto l’ambiente saturo del micidiale gas incolore, inodore sprigionatosi per la scarsa aerazione dell’ambiente ha provocato un malessere nella donna che, svegliatasi in preda a cefalea intensa, nausea e vomito e resasi conto subito dello stato di coma del coniuge, è riuscita comunque a dare l’allarme. 

Trasportati d’urgenza dal pronto intervento del 118 al vicino ospedale di Polla, con un rapido esame tossicologico sul sangue, è stata loro effettuata la diagnosi. Fortuna che il loro figlioletto di soli otto anni, era stato accolto per la notte a casa dei nonni. La grande vulnerabilità tossicologica di un bambino al monossido di carbonio, infatti, non gli avrebbe consentito certamente la sopravvivenza. Deciso e rapido  il trasferimento della coppia presso l’Azienda  Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d' Aragona di Salerno  dove ad attenderli c'era l' intera équipe della Struttura Iperbarica già pronta (in reperibilità h 24 365 giorni l’anno)  costituita dal medico rianimatore Alberto Damiano, dal tecnico Fabio Viceconte e dall’infermiere Damiano Pisaturo.

Quattro ore intensive di trattamento in camera iperbarica e i due hanno potuto riabbracciare sani e salvi i loro cari dopo lo scampato  pericolo. “Ancora oggi siamo costretti a registrare molti casi sia per il  cattivo funzionamento di caldaie o canne fumarie di camini o talvolta  per l’uso sconsiderato dei bracieri” afferma Dante Lo Pardo, rianimatore e responsabile della struttura iperbarica, unica presente sull’intero territorio salernitano. Risale a solo due mesi fa il caso di una insegnante salernitana che restò vittima di questo micidiale gas esalato dallo scarico della sua autovettura rimasta incautamente accesa all’interno del garage. Anche in quella circostanza la camera iperbarica le ha salvato la vita.

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