Appalti al clan dei Casalesi, nel mirino anche lavori in un comune del salernitano

Ditte riconducibili a imprenditori ritenuti vicini al boss Francesco Schiavone, ex boss dei Casalesi, si sarebbero aggiudicati appalti della Rete Ferroviaria Italiana corrompendo dirigenti. Anche i lavori alla stazione di Contursi nel mirino

Ditte riconducibili a imprenditori ritenuti molto vicini al boss Francesco Schiavone, ex boss del clan dei Casalesi, che si aggiudicavano numerosi appalti della Rete Ferroviaria Italiana corrompendo dirigenti ai quali, tra le altre cose, prometteva benefit, 'ospitate' in hotel di lusso e, soprattutto, avanzamenti di carriera. E' quanto ipotizzano i pm antimafia di Napoli (Antonello Ardituro e Graziella Arlomede, coordinati dall'aggiunto Luigi Frunzio), che oggi hanno disposto una serie di perquisizioni dei carabinieri di Caserta tra Roma, Napoli e il Casertano, precisamente nella sede capitolina di Rfi e negli uffici degli indagati che, al momento, sono una decina.

"Piena collaborazione con la magistratura"

Rfi, in una nota, "ha garantito "piena collaborazione per lo svolgimento dei necessari accertamenti" e confermato "la propria fiducia nell'autorita' giudiziaria". "In base agli sviluppi delle indagini, Rfi - prosegue la nota - valutera' eventuali azioni a propria tutela". Tra gli indagati due fratelli, lontani parenti del boss "Sandokan" (detenuto al 41bis). Il primo, uscito indenne dal famoso maxi processo "Spartacus" e il secondo, invece, al quale sarebbero riconducibili le ditte (quasi tutte intestate a prestanome) - risulta essere il padrino di battesimo del primogenito di Sandokan,  collaboratore di giustizia e, verosimilmente, colui che ha dato un importante impulso alle indagini.

Indagati alcuni dipendenti di Rfi

Tra i dipendenti di Rfi finiti nelle indagini figura un dipendente impiegato nella "Direzione acquisiti di Rfi", secondo gli inquirenti amico di uno dei fratelli lontani parenti del boss, che lo avrebbe ospitato in noti alberghi della Costiera e al quale avrebbe dato una grossa mano affinche' facesse carriera. E su questo aspetto si stanno facendo approfondimenti finalizzati a capire come, un elemento esterno a Rfi avrebbe potuto fare e soprattutto mantenere simili promesse. Al vaglio anche la posizione di un altro dirigente Rfi, che, secondo i pm, si sarebbe occupato di alcuni appalti finiti nelle mani delle aziende riconducibili a Schiavone. Il terzo dipendente di Rfi è impiegato invece nel Dipartimento Trasporti a Napoli. Le perquisizioni hanno riguardato i loro uffici e anche gli uffici di altri dipendenti di Rfi. Tra il gruppo di ditte "indagate" solo una risulta intestata ad uno dei due fratelli: si tratta di una societa' di consulenza, con sede in piazza dei Martiri a Napoli, anche questa sottoposta a perquisizione. Gli appalti che i pm Antimafia stanno passando al setaccio, e sui quali le ditte di Schiavone avrebbero messo le mani corrompendo i funzionari, sono stati indetti in diverse localita' d'Italia. Tra questi figurano anche quelli per i lavori alle stazioni di Contursi, in provincia di Salerno, e Avezzano (L'Aquila). Ai dirigenti di Rfi vengono contestati i reati di corruzione e di turbativa d'asta, aggravati dall'avere agevolato una cosca mafiosa. Ai fratelli imprenditori si contesta anche l'associazione mafiosa. 

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