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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Codacons, addio furti di identità

Il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori spiega come tutelarsi dal phishing

Sono aumentati del 50% i casi di phishing ed illecito prelievo nel nostro territorio. A renderlo noto, ieri mattina, presso il Codacons di via Schipa, l’avvocato Matteo Marchetti, consulente legale del Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori che ha puntato i riflettori sui circa dieci casi all’anno registrati nel salernitano. “L’utente danneggiato deve immediatamente denunciare la truffa alla polizia postale e informare dell’accaduto l’istituto di credito di riferimento, allegando alla comunicazione una copia della denuncia sporta", ha esordito l’avvocato.  Ha preso come esempio la sentenza emessa dal giudice di pace, Luigi Vingiani, l’avvocato Marchetti, per sottolineare come la banca o le poste siano tenute “ad  adottare tutti quei comportamenti e quelle misure atte a prevenire eventuali danni anche per gli utenti meno esperti,  e nel caso  che non abbiano provveduto ad approntare le minime misure di sicurezza, sia preventive che successive, contro ogni possibile minaccia ai dati personali dei propri clienti, siano responsabili per il danno subito dal soggetto truffato”.

In altre parole, gli istituti di credito, secondo la normativa europea e il codice della privacy, hanno l’obbligo di rimborsare chi viene derubato delle proprie  credenziali, attraverso una vera e propria clonazione della carta di credito, o chi risponde ad annunci e mail che, finalizzate ad attrarre i malcapitati, portano l’utente ad immettere i propri dati personali per accedere a servizi convenienti, ma inesistenti. “La responsabilità civile di tali truffe resta della banche e delle poste che non hanno attivato misure di sicurezza tali da preservare gli utenti dal phishing e dall’illecito prelievo – ha concluso Marchetti – Nel caso specifico della sentenza emessa dal giudice Vingiani, all’utente salernitano è stata restituita dalle poste la cifra perduta, pari a 860 euro, oltre che gli interessi legali dal giorno del furto”.
 

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