Coronavirus, l'allarme dei florovivaisti campani: "20 mila posti di lavoro a rischio"

Cia Campania e il Consorzio Produttori Florovivaisti chiedono l’istituzione di un fondo specifico per rispondere alla crisi del mercato e al mancato reddito

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Anche il mondo campano del florovivaismo è in ginocchio. Sono a rischio 20mila posti di lavoro e si stima una perdita di fatturato di 250milioni di euro. La crisi campana si inserisce in un quadro nazionale che vede il il 60% della produzione di fiori e piante ormai destinato alla distruzione. A denunciare lo stato di crisi è il Consorzio Produttori Florovivaisti Campani presieduto da Vincenzo Malafronte, cui si unisce il mondo degli imprenditori agricoli di Cia Campania. Cia Campania e il Consorzio Produttori Florovivaisti chiedono l’istituzione di un fondo specifico per rispondere alla crisi del mercato e al mancato reddito. “Siamo consapevoli – afferma Alessandro Mastrocinque, presidente di Cia Campania – che questo è un momento difficile per tutti e noi, come associazione, siamo in prima linea a fianco delle istituzioni per esempio per la sanificazione dei territori con i nostri trattori. Proprio per questo segnaliamo con forza la necessità di non lasciare indietro nessuno, il florovivaismo campano è un comparto importante per l’economia della regione e va sostenuto con misure ad hoc”. Tra gli interventi richiesti da Cia a livello nazionale c’è, per esempio, la sospensione dei mutui anche per le aziende che abbiano un fatturato superiore ai 2 milioni di euro, la cassa integrazione per lavoratori in deroga alle regole attuali, il rinvio del pagamento dei contributi previdenziali e delle imposte, il sostegno al reddito per i soci produttori delle cooperative.

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