Rientri dal Nord Italia per il Coronavirus, la Procura attiva i controlli nell'Agro e Valle dell'Irno

Le violazioni accertate saranno saranno approfondite dai magistrati Roberto Lenza e Davide Palmieri. Linea dura contro chi non rispetta le regole imposte dal Decreto del Governo

Il tribunale di Nocera

La Procura di Nocera Inferiore ha sollecitato la polizia giudiziaria a verificare il rispetto delle disposizioni per il contenimento e la gestione del contagio contenute del decreto del premier Conte approvato lo scorso 4 marzo 2020.

I controlli

Particolare attenzione sarà rivolta ad accertare il rispetto della permanenza domiciliare con isolamento fiduciario per 12 giorni imposto dall’ordinanza del presidente della Regione Campania (la numero 8 delll’8 marzo scorso) a tutti coloro che hanno fatto o faranno rientro dal 7 marzo al 3 aprile dalla Regione Lombardia e dalle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro, Urbino, Alessandria, Asti, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia. “Le violazioni accertate – comunicano dalla Procura – saranno oggetto di attento approfondimento da parte dei magistrati all’uopo delegati, Roberto Lenza e Davide Palmieri, rispettivamente coordinatori delle Sezioni di indagine competenti in relazione ai reati astrattamente ipotizzabili contro l’ordine, la sanità pubblica e l’economia, i quali, in assenza di fondate giustificazioni, valuteranno se procedere all’iscrizione nel registro di reato non solo per il reato di “inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”, ma anche per la più grave fattispecie “epidemia”, che prevede pene particolarmente severe, svolgendo nel più breve tempo possibile tutte le indagini necessarie ad accertare la ricorrenza dei presupposti previsti dalla norme incriminatrice”.

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La sentenza

Il procuratore Antonio Centore, inoltre ricorda che la sentenza numero 48014 del 2019 della Suprema Corte di Cassazione, con riferimento al contagio di virus Hiv, ha precisato che “il reato di epidemia può configurarsi anche in caso “contagio umano”, ovvero a causa di inosservanza delle dovute cautele o di regolamenti, ordini e discipline”. Ciò, dunque, “consente di ricostruire la colpevolezza anche nella forma del dolo eventuale (accettazione del rischio) o della colpa cosciente (con previsione dell’evento) a carico di soggetti che, provenendo dalle cosiddette zone rosse o arancioni, non abbiano rispettato gli ordini dell’autorità, così ponendo a rischio o addirittura compromettendo la salute e l’incolumità di terzi soggetti del tutto ignari”

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