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Coronavirus, il mondo dello spettacolo in crisi: i service creano un'associazione

All'iniziativa, promossa dal salernitano Raffaele Vitale, hanno già aderito 150 aziende. Quantificati i danni: perdita complessiva di 20 milioni di euro

Nasce a Salerno l'associazione dei service campani. Riunisce anche aziende che si occupano di allestimento palchi e di gazebo, noleggiatori di strumenti musicali e apparecchiature a freddo. La necessità è tutelarsi nei giorni del coronavirus che non dà tregua: la crisi economica bussa alla porta, "entra in scena" e "sale sul palco". L'obiettivo finale è probabilmente la costituzione di un sindacato. "I giorni dell'isolamento forzato ci hanno dato lo stimolo per poter creare una cosa che non esisteva - dice Raffaele Vitale, salernitano che ha promosso l'iniziativa alla quale hanno fin qui aderito 150 aziende campane - Siamo quasi invisibili allo Stato e adesso raccogliamo... i frutti del nostro non essere presenti. Siamo tutti fermi, tutti inattivi: adesso proviamo ad essere una sola voce".

Lo scenario 

Il mondo dello spettacolo è in ginocchio: sono stati annullati tanti spettacoli ma quando tutto sarà finito la risalita sarà lentissima, perché seguirà un lungo periodo di riflessione e di programmazione. Lo spettacolo non è solo palcoscenico e attori: dietro le quinte gira un mondo fatto di luci, strutture, gazebo, service. Non c'è paracadute per tutti quelli che di solito vengono inseriti nei titoli di coda dello show, "perché senza di loro - come spesso abbiamo sentito dire, seduti sulle poltrone dei teatri e delle arene all'aperto - questo spettacolo non sarebbe stato messo in scena". Nei giorni della riflessione e dell'isolamento forzato, le aziende hanno tirato la riga, hanno fatto i conti.

Il danno

"Abbiamo quantificato le perdite - prosegue Vitale - Un gruppo di 150 aziende sviluppa un fatturato di circa 20 milioni, ogni anno. La stima è di una perdita secca di più di 100mila euro per azienda. Non subiamo le conseguenze di questo stop solo nei mesi di fermo tecnico. Per riorganizzare e riprogrammare tutto, infatti, occorreranno pazienza e tempo: almeno due mesi, da quando tutto sarà finito. Siamo stati colpiti su più fronti: annullati gl spettacoli, le tournée, gli appuntamenti mattutini con le scuole. L'associazione che nascerà ci consentirà di affiancarci ad altre realtà già presenti in Triveneto ed a Roma".

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