Coronavirus, attivati laboratori del "Ruggi" per i tamponi: appello ai donatori di sangue

Sono 1.733 le persone che hanno compilato il modulo di autosegnalazione per dichiarare di essere rientrate in Campania dalle ex zone rosse del Nord Italia nelle ore in cui entrava in vigore il Dpcm dell'8 marzo

Nella serata di ieri (martedì 10 marzo) è arrivata l'autorizzazione dell'Istituto Superiore di Sanità all'utilizzo di altri due laboratori che affiancheranno l'ospedale “Cotugno” nell'esame dei tamponi dei pazienti in Campania. Ad annunciarlo è il governatore Enzo De Luca: “Nelle ultime ore abbiamo avuto notizie di laboratori privati che si sono attivati per fare tamponi a pagamento ai cittadini che lo richiedono - dice il governatore - i tamponi vanno fatti con grande serietà e devono essere affidabili. Da questa mattina abbiamo in funzione, sempre sotto il coordinamento del “Cotugno”, i laboratori del Moscati di Avellino e del Ruggi di Salerno, che ci consentiranno di accelerare i tempi".

I nuovi posti letto

De Luca assicura inoltre che entro una settimana dovrebbero essere pronti i 590 posti aggiuntivi in terapia intensiva, oltre ai 32 già disponibili e, sul fronte dell'approvvigionamento delle mascherine chirurgiche per il personale sanitario, spiega di aver autorizzato le Asl a reperire direttamente sul mercato il materiale disponibile, in attesa che si concluda la gara nazionale bandita dal governo attraverso Consip. "Giovedì dovrebbero fornirci le prime 300 mila mascherine - aggiunge - ma finche' non arrivano nelle nostre piattaforme logistiche non le calcolo". Sul fronte delle donazioni per il sistema sanitario e la ricerca, il governatore rivela di aver sentito telefonicamente l'attaccante del Napoli e della Nazionale, Lorenzo Insigne, che "ha chiesto informazioni sul dove potersi rivolgere per poter dare un contributo per i nostri ospedali. Oggi daremo informazioni più complete per aiutare economicamente le strutture".

Il picco di contagi

Sono 1.733 le persone che hanno compilato il modulo di autosegnalazione per dichiarare di essere rientrate in Campania dalle ex zone rosse del Nord Italia nelle ore in cui entrava in vigore il Dpcm dell'8 marzo. Lo rende noto sempre De Luca, intervenendo a una trasmissione in onda a Radio Crc. E' lo stesso governatore a sostenere che nei giorni scorsi sono arrivate "migliaia di persone", evidenziando che "se tra questi cittadini ci dovesse essere una percentuale alta di contagiati, avremo situazione molto, molto pesante". Per questo ribadisce l'appello, anche a chi e' tornato in Campania in auto, a "segnalare la propria situazione all'Asl e a rimanere a casa per 15 giorni". Sul totale dei 147 contagiati, ripete il presidente, 44 sono ricoverati in terapia intensiva e 10 sono intubati. "Il livello di crescita dei contagiati e' al momento governabile - aggiunge - ma c'e' l'incognita di chi e' tornato tra sabato e domenica". De Luca prevede che si raggiunga il picco "a fine marzo" e richiama nuovamente i cittadini ad assumere atteggiamenti responsabili, anche perche' c'e' un elemento di preoccupazione in piu'. "Stiamo registrando contatti anche tra i medici e il problema rischia di aggravarsi nei prossimi giorni - avverte - c'e' un sovraccarico di lavoro per tutto il personale e al momento abbiamo sei medici risultati positivi all'azienda ospedaliera universitaria Federico II". Tra le criticita' di questi giorni c'e' anche la carenza di sangue, legata alla preoccupazione per il Coronavirus: "Sette bambini sono in attesa di trapianto di midollo al Santobono, ma c'e' poco sangue disponibile - sottolinea De Luca - faccio un appello a tutti, affinche' si riprenda a donare, non c'e' da avere preoccupazione".

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La mancanza di sangue

Il presidente della Regione lancia, infiene, un accorato appello ai suoi concittadini: "La mancanza di sangue è una delle tematiche che più mi preoccupa: abbiamo 7 bambini, oggi, in attesa di un trapianto di midollo. Ne approfitto per rivolgere un appello a donatori: che riprendano a donare sangue, non c'è nessun pericolo".

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