Estate in sicurezza, insorgono i balneari: "Non ci saranno barriere di plexiglas"

Alfonso Amoroso, presidente provinciale Sib: "Aspettiamo risposte da Palazzo Santa Lucia". Gestori in ginocchio, ansia di ripresa e paura di non farcela

Foto facebook

"Ho parlato stamattina con il Demanio. Colloquio franco, uno sfogo. Ho chiesto di farci capire quanto costerà l'estate in sicurezza a noi balneari. Se dobbiamo spendere migliaia di euro e affittare l'ombrellone a 10 euro, forse non vale neppure la pena aprire". Mauro Pagliuca, Lido La Conchiglia a Torrione, scruta l'orizzonte dalla terrazza vista mare. "Tempi duri, tante bufale, ipotesi fantasiose". Si riferisce alla famosa barriera in plexiglas "che - aggiunge - ci fa tanto arrabbiare". Mentre parla, va in onda un servizio televisivo. "In questo momento - commenta il gestore - l'azienda non dice neppure quanto costi il muro in plexiglas. Per noi è impossibile, irrealizzabile. Ne stiamo già discutendo tra colleghi, è un'ipotesi fantasiosa. Si creerebbe un effetto forno e occorrerebbero nebulizzatori per rinfrescare i clienti. Significa che dovrei fare arrivare elettricità sotto tutti gli ombrelloni". 

I costi della sicurezza

Pagliuca è un fiume in piena. "Ci dicono che si possono abbattere i costi riducendo il personale. In che modo? La legge prevede che vi sia un bagnino ogni 80 metri di spiaggia. Abbiamo la piscina e dobbiamo prevedere un bagnino anche lì. Poi non posso certamente far lavorare un bagnino h24 ma devo prevedere turni. Quindi nessuu risparmio, magari più spese. Necessarie, fondamentali, perché la sicurezza e la salute non hanno prezzo".

Il sindacato

"Aspettiamo risposte da Palazzo Santa Lucia", dice Alfonso Amoroso, presidente provinciale del Sindacato Italiano Balneari. E' anche titolare del Green Park, sulla costa Sud di Salerno, e ad inizio marzo ha già comunicato alla clientela che sono sospese le serate danzanti, in ottemperanza al dpcm che prevede misure di contenimento per evitare il contagio da coronavirus. "La stagione turistica rischia di essere compromessa - commenta - ed i dati sui flussi lo testimoniano impietosamente. La perdita di incasso nei primi tre mesi dell'anno già sfiora il 75% su scala provinciale. Pensiamo anche alle realtà che fanno da traino, nelle due costiere. Abbiamo chiesto alla Regione di darci risposte. Mentre in Puglia, nelle Marche e in Abruzzo già procedono con il montaggio delle strutture balneari, noi siamo fermi. Avevamo avuto l'ok del Governo dal 14 aprile ma la Regione ci ha risposto picche e ci dice di desistere fino al 3 maggio. Il danno è enorme, tutto è fermo. Non si consideri lo stabilimento balneare solo l'insieme di sdraio, ombrellone e cabina. Dietro c'è tanto altro: centro benessere, ristorazione, sala da ballo. Tutto bloccato, famiglie in ginocchio, dipendenti in cassa integrazione". Amoroso riflette anche sulla struttura in plexiglas "già bocciata - commenta - dal sindacato". Ecco i motivi: "Non è adattabile alle nostre esigenze. Innanzitutto per i costi esorbitanti e poi per l'effetto serra che verrebbe generato. Si immagini che già per dotarci di una barriera piccola, davanti alle nostre casse, spendiamo in media 150 euro. Inoltre le nostre spiagge sono strette e soggette a mareggiate: basterebbe una notte di burrasca per spazzare via tutto. Il Governo, la Regione facciano presto. Il montaggio delle strutture balneari non avrebbe danneggiato nessuno e non avrebbe diffuso contagio. In larga misura, si tratta di attività a conduzione familiare".

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