Covid-19, intervista a Giulio Salerno: "I Giovani Medici sono in campo contro l'epidemia"

Il presidente provinciale dell'associazione racconta le iniziative organizzate dai giovani camici bianchi salernitani per aiutare chi è in prima linea negli ospedali

Il dottor Giulio Salerno

Il S.I.G.M (Segretariato Italiano Giovani Medici) di Salerno è in prima linea per sostenere la battaglia contro il Coronavirus. Tante le iniziative organizzate in questi giorni. Ne parliamo con il presidente provinciale, il dottor Giulio Salerno, 27 anni,  laureato in Medicina e Chirurgia, che si sta specializzando presso la Scuola di Specializzazione di Oftalmologia dell’Università degli Studi di Salerno diretta dal professore Nicola Rosa.

Prima di tutto cos'è il Sigm Salerno?

“Il S.I.G.M., associazione no profit, persegue il fine di dare un contributo qualificante alla formazione dei giovani medici, ai profili etici e sociali della professione medica, alla crescita intellettuale, professionale e deontologica delle nuove classi mediche. L’Associazione vuole creare i presupposti per favorire il dialogo tra medicina universitaria, ospedaliera e territoriale, superando gli steccati posti in essere dalla ultraspecializzazione”.

Voi giovani medici come state vivendo questa epidemia?

“Sicuramente il periodo che stiamo affrontando è difficile per tutti; ognuno di noi sta cercando di dare il massimo per essere d’aiuto in questa situazione di emergenza. Ho apprezzato molto anche la disponibilità dei giovani medici neolaureati che, abilitati alla professione da qualche settimana, hanno subito dato la propria disponibilità laddove ce ne fosse bisogno, consapevoli della carenza di personale sanitario che affligge il sistema in questo momento”.

Molti di voi continuano a lavorare nonostante le difficoltà che si riscontrano, inevitabilmente, negli ospedali. Qual è realmente la situazione nelle corsie dei nosocomi? Quali problematiche si riscontrano maggiormente?

“In Campania, merito delle misure di contenimento messe in atto, i numeri sembrano essere dalla nostra parte. Questo non vuol dire che l’emergenza è finita ma, anzi, l’allerta deve rimanere massima. Quello che mi preoccupa, oltre ai possibili contagi di ritorno, è la riduzione drastica del numero dei ricoveri per altri tipo di patologie altrettanto serie, che creano un danno collaterale non indifferente; questo probabilmente è sinonimo di quanto la paura di un possibile contagio freni le persone nel rivolgersi all’ospedale, non permettendo loro di ottenere le cure assistenziali di cui avrebbero bisogno”.

Quali iniziative state mettendo in campo come Sigm? 

“In questo periodo l’attività del Sigm Salerno è massima. Oltre a relazionarci con le istituzioni regionali e nazionali per cooperare con le stesse al servizio del personale sanitario tutto, stiamo portando avanti numerose iniziative di grande importanza. Tra queste, stiamo supportando il dottor Vincenzo Cozza nella raccolta delle maschere Easybreath per trasformarle in dispositivi di protezione individuale e consegnarle ai reparti  che le necessitano. Da ieri inoltre, in collaborazione con l’avvocato Fabio Moliterno e le associazioni forensi salernitane, è partita una campagna di raccolta fondi, dal nome “Dona e Cucina”, per devolvere all’ospedale San Giovanni Dio e Ruggi d’Aragona i dispositivi e le strumentazioni di cui hanno bisogno”. 

Questa epidemia, purtroppo, sta costando la vita a tanti medici. Voi giovani medici, ad inizio carriera, avete paura?

“Affrontare una situazione del tutto nuova senza sapere a cosa si sta andando incontro desta sicuramente grande preoccupazione; ma la stessa paura è un sentimento con il quale bisogna saper convivere perché solo in questo modo si riesce a tirare fuori il meglio di sè, rendendola così un sentimento costruttivo e non distruttivo per la figura professionale che rappresentiamo”.

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