Lotta all'abusivismo: artigiani e parrucchieri scrivono a De Luca

Le richieste: lotta all'abusivismo e ulteriore contributo da aggiungere ai duemila euro già previsti per le imprese

Dopo aver incontrato in videoconferenza il prefetto della provincia di Salerno, Russo, i rappresentanti sindacali Confartigianato, CNA, Casartigiani e CLAAI  hanno inviato una lettera al presidente della Regione Campania e per conoscenza all'assessore regionale alle attività produttive. Chiedono innnanzitutto di vigilare sul fenomeno dell'abusivismo, una beffa ulteriore nei giorni della chiusura ad oltranza, in ossequio al decreto ministeriale. Chiedono ancora, in considerazione degli enormi costi sopportati dalle aziende del settore della cura della persona ed al fine di evitare il pericolo di dissesti imprenditoriali, che la Regione Campania provveda ad approvare un ulteriore contributo, che si vada ad aggiungere a quello già previsto di 2mila euro, per tutte le imprese che non potranno riprendere l’attività.

I dettagli

"Le Federazioni Regionali dell’Artigianato e delle MPMI – Confartigianato, CNA, Casartigiani, CLAAI – intendono manifestare
la contrarietà a quanto annunciato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, in merito alla tempistica indicata, per la data dell’1 giugno, riguardo la riapertura delle attività relative alla cura della persona, quali parrucchieri, barbieri ed estetisti. Riteniamo che la riapertura delle attività, in data anteriore a quella indicata, sia possibile, con il rafforzamento delle misure sanitarie prudenziali ed attraverso l’ausilio, sia per il personale addetto che per la clientela, dei dispositivi di sicurezza individuale (come già sostenuto nel precedente documento unitario del 18/4/2020), tenendo conto dell’esperienza pregressa già acquisita dagli addetti a tali settori in merito alle norme di salvaguardia dell’igiene e della sicurezza personale".

La precisazione

"Evidenziamo, inoltre, che le attività di cura della persona sono da ritenersi di impulso e stimolo all’adozione da parte della collettività di norme di comportamento utili alla salvaguardia dell’igiene personale e, quindi, dovrebbero essere assimilati ai
servizi essenziali. Inoltre, la prolungata chiusura delle attività, della durata di quasi tre mesi, connessa all’allentamento delle disposizioni di distanziamento sociale, incentiverà l’esercizio in forma abusiva, presso i domicili privati della clientela, da parte di soggetti privi dei requisiti professionali, con conseguente danno economico e fiscale per l’Erario e, soprattutto, con l’aumento del rischio epidemico, stante l’impossibilità di adozione di qualsivoglia precauzione e prescrizione sanitaria.
Conoscendo la sua sensibilità".
 

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