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Covid-19, la lettera del vescovo Bellandi: "Le chiese restano chiuse fino al 14 aprile"

La missiva è rivolta a sacerdoti, diaconi, religiosi e a tutti i fedeli della Diocesi Salerno-Campagna-Acerno

"Dopo aver ascoltato vari parere ed essermi consultato anche con alcuni esperti in ambito giuridico sono giunto alla conclusione – sofferta, credetemi – di continuare a non consentire l’accesso dei fedeli alle chiese della nostra Arcidiocesi (come già stabilito nella mira lettera del 12 marzo scorso) almeno fino a quando le condizioni generali non lo permetteranno; in ogni caso fino al 14 aprile”. Ad annunciarlo è direttamente l’arcivescovo Andrea Bellandi  in una lettera pubblica rivolta a sacerdoti, diaconi, religiosi e a tutti i fedeli della Diocesi Salerno-Campagna-Acerno.

La missiva

Bellando ha pubblicato tale missiva in vista della Santa Pasqua. “L’emergenza provocata dal Covid-19 – spiega non permetterà di vivere insieme, nelle nostre chiese e comunità, le celebrazioni di questa Settimana Santa e neppure di accostarsi ai sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucarestia, pur rimanendo la possibilità – ampiamente richiamata dai recenti documenti della Santa Sede – di ottenere il perdono del Signore attraverso un atto di contrizione perfetto e di unirsi in comunione spirituale a Gesù Eucarestia”. Il vescovo di Salerno parla direttamente a tutta la comunità religiosa: “So che questa decisione provocherà forti critiche da parte di alcuni – altri invece vi plauderanno – e so anche che altrove sono state prese posizioni differenti, giustificate dal fatto che la nota del Ministero degli Interno consente tale possibilità, pur se a condizioni molto rigide”. Ma – precisa Bellandi – “ritengo tuttavia che tale restrizione sia un gesto di ulteriore attenzione di carità rivolto ai nostri fratelli: se anche una sola persona dovesse risultare contagiata per un nostro comportamento poco prudente – ai di là le accortezze che in coscienza potremmo avere – ciò risulterebbe ai nostri occhi un fatto assolutamente increscioso e ingiustificabile”

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