Cronaca

Coronavirus: manager salernitana produce mascherine in Congo

Il racconto di Fortunata Ciaparrone, direttore generale di Texico S.A., che si presenta come "la più tecnologica e grande dell'Africa subsahariana"

Una manager originaria della provincia di Salerno è alla guida della più grande fabbrica tessile dell'Africa subsahariana che, nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc), si è riconvertita alla produzione di mascherine anti-coronavirus riutilizzabili più volte e al costo di un dollaro l'una. "Produciamo mascherine che possono essere disinfettate e riutilizzate", ha detto all'Ansa Fortunata Ciaparrone, direttore generale di Texico S.A., che si presenta come "la più tecnologica e grande dell'Africa subsahariana".

L'iniziativa

"I dispositivi in tessuto, se lavati a mano con acqua e disinfettante a 40 gradi, possono essere riutilizzati tutte le volte che lo consentirebbe un abito. La possibilità  di riutilizzo rende il costo di queste mascherine congolesi eccezionalmente basso, ha sottolineato Ciaparrone. La manager, nata a Padova ma legata alla provincia di Salerno di cui è originario il padre, ha precisato che le mascherine vengono prodotte seguendo lo standard francese "Afnor" e che la società, fondata nel 2008 da imprenditori congolesi, è in grado di produrne 20 mila al giorno. L'ordine minimo è di 5 mila mascherine. Il prezzo di un dollaro per dispositivo resta lo stesso a prescindere dall'entità degli ordini ricevuti dalla "Texico", acronimo che sta per "Textiles et Imprimerie du Congo". Ciaparrone, che l'anno scorso è stata insignita del titolo di "Cavaliere al Merito della Repubblica italiana", rispondendo a domande ha indicato nella Fbn Bank e nella Rawbank, entrambe di Kinshasa, due banche congolesi disponibili a contribuire all'emissione di lettere di credito per eventuali importatori italiani.

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