Coronavirus: altri casi a Baronissi ed Angri, denunciato un sacerdote a Nocera

In particolare, altri due cittadini di Baronissi, i coniugi Mario Enrico Granato e Anna Addati residenti in via Falcone, sono risultati positivi al Coronavirus

Aumentano, i casi di contagio da Coronavirus nel nostro territorio. Per iniziare, altri due cittadini di Baronissi, i coniugi Mario Enrico Granato e Anna Addati residenti in via Falcone, sono risultati positivi al Coronavirus. A riferire i loro nominativi, il sindaco Gianfranco Valiante, dopo essere stato autorizzato a farlo. I due anziani sono rimasti negli ultimi giorni in casa. Non hanno parenti a Baronissi: un solo figlio residente a Salerno, già in quarantena. Da ieri i coniugi Granato sono ricoverati all’Ospedale Fucito di Mercato San Severino e non sono in condizioni di gravità.

L'avviso di Valiante

"Stiamo ricostruendo, con l’Asl, la catena di contatti - fortunatamente ridotti - che i coniugi hanno avuto nelle ultime due settimane. Se qualcuno avesse avuto rapporti negli ultimi quindici giorni con loro e’ obbligato alla quarantena domiciliare e a darne subito comunicazione alla Polizia Municipale: 328 8605459. Il contagio e la diffusione della epidemia si combattono restando in casa"

L'altro caso

Intanto, il sindaco di Angri, Cosimo Ferraioli, ha ricevuto comunicazione dalla Protezione Civile Regionale Unità di Crisi in merito ad un altro concittadino che, purtroppo, è risultato positivo al test Covid-19  e tre tamponi in analisi di cui si attendono i risultati. Lo stesso sindaco ha rivolto un nuovo importante invito ai commercianti: "Siate ordinati nella fila, per il rispetto delle distanze di sicurezza. Si va a fare la spesa in ordine alfabetico. Poi l'appello ai meno attenti: "Le vittime sono in aumento e c'è ancora qualche imbecille che si sente immortale: ho visto foto di chi fa jogging. Sapete che ci state conducendo verso la catastrofe?". Circa il controllo dei pagamenti delle pensioni, avverrà per scaglionamenti a partire da giovedì, proprio per evitare nuovi assembramenti.

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L'ira del sindaco di Nocera

Dal canto suo, il sindaco di Nocera Inferiore, Manlio Torquato ieri, oltre ad aver reso nota la positività al Coronavirus di un secondo concittadino, ha bacchettato un sacerdote e sei fedeli che sono stati beccati a pregare in una strada e, quindi, sono stati denunciati: "Capisco che c'è libertà di culto, ma non di irresponsabilità".

L'appello:

Siamo partiti diciamolo, con una goliardia che non prevedeva seriamente la piega che avremmo preso. Flash-mob, foto di cene, canzoni dai balconi... Ma l'impietosa sequenza contagi notizie e morti ci ha asciugato la lingua.
E questo non va bene.

Non per ciarlare inutilmente o stupidamente (lo abbiamo già fatto fotografandoci in bar e movide col bicchiere in mano perché ci dicevano -non ci credevo- "andrà tutto bene").
Ma perché se questo social è ormai una esperienza globale (e locale) di "comunità", dobbiamo farcela servire a qualcosa. Anche quella dello spirito è una malattia, e proprio mo' non possiamo permettercela.

Allora gruppi di amici o tematici, nocerinalive o Sei di Nocera o NoceraUnica o Potere al Popolo o quelli della Biblioteca di Nicla Iacovino o ...che so io... gli amici della parrocchia o di Cicalesi o della Protezione civile o...gli amici della bicicletta e quelli del Liceo classico quelli del Canile di Gianna, o del bicchiere di vino, o i tanti on-line di Nocera dell'Agro e un po' più oltre

Tutti quelli che siete qui. Dentro e fuori e trasversalmente ... Diamoci una mossa. Datevela perché vi osservo e seguo da anni e tantissimi tra voi hanno talento. Inventatevi un appuntamento giornaliero un tema comune qualcosa da fare ogni giorno qui sopra e che vi tenga uniti, a gruppi almeno, che 47mila insieme siamo troppi.

Canzoni o foto o opinioni o politica o frasi o poesie o viaggi (del desiderio, per ora) o che sapete voi. E che non sia solo lo scarico di paure e accuse ad altri.

Senso civico e denuncia, certo. Ma non basta a reggere ad una quarantena che, credetemi, rischia di durare parecchio, potrebbe essere dura e dare spazio alla paura. Dobbiamo far qualcosa su questo strumento di comunità virtuale e reale, e anche grazie ad esso, che ci faccia resistere. Proprio ora che è dura.

Fate rete.

Questa storia dobbiamo vincerla anche cosi!
 

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