Cronaca

Covid Hospital "Da Procida", pressing dei sindacati: "Più sicurezza per i dipendenti"

Le sigle sindacali (Aaroi, Anaao, Cgil, Cisl, Cimo, Fesmed, Fvdm, Uil) chiedono chiarimenti in vista del coinvolgimento della struttura nell'emergenza Coronavirus

Le single sindacali (Aaroi, Anaao, Cgil, Cisl, Cimo, Fesmed, Fvdm, Uil) hanno inviato una lettera al commissario straordinario dell’azienda ospedaliera universitaria, ai sub commissari, al direttore medico di presidio Da Procida”, al responsabile del dipartimento “Area Critica” e a tutti i componenti dell’Unità di Crisi Aziendali due questioni “pur comprendendo le difficoltà create dall’attuale pandemia ad un sistema sanitario già povero di uomini e di mezzi.

La missiva

La prima criticità riguarda l’effettuazione di controlli seriati “attraverso l’esecuzione a tutti gli operatori sanitari coinvolti di tamponi orofaringei affidabili, sensibili, specifici e validati a livello internazionale, e non di test cosiddetti rapidi che troppo spesso sono poco specifici e poco sensibili, per assicurare la salute dei lavoratori e dei pazienti; la seconda, invece, si basa sulla “ regolare fornitura di tutti i D.P.I. secondo i criteri della più alta prudenza ed affidabilità, per impedire il contagio degli operatori sanitari impegnati nella lotta al Covid-19, senza abbassare il livello e la qualità delle protezioni disponibili per i lavoratori, secondo” il più prudente principio di cautela” così come previsto dal “Protocollo per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori della Sanità, dei Servizi Socio-Sanitari e Socio Assistenziali in ordine all’emergenza sanitaria da “Covid-19” sottoscritto su invito del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri competenti, con le parti sociali, lo scorso 24 marzo, come “addendum” al precedente e analogo Protocollo , sottoscritto il 24 marzo ed anche in relazione alla “Comunicazione dell’ Unità di Crisi Regionale ex Decreto P.G.R.C., numero 51 del 20 marzo inviata alle Aziende Ospedaliere e alle Asl il 30 marzo.  

Le richieste:

“Vogliamo conoscere, dettagliatamente, tutti i percorsi sanitari previsti per l’utilizzo del Plesso “Da Procida” in base ai quali è stato qualificato come Ospedale “Covid” della nostra A.O.U.; inoltre, conoscere, nei dettagli, tutti i presidi tecnici, strutturali, logistici, organizzativi, umani e professionali per assicurare una adeguata assistenza e garantire la sicurezza ai pazienti eventualmente ricoverati presso il suddetto Plesso Ospedaliero; infine, conoscere, nei dettagli, l’esito del “collaudo” tecnico che ha certificato l’idoneità del Plesso “Da Procida” come sede di ricovero per pazienti “Covid”, poiché a quanto è dato sapere alle scriventi OO.SS. persistono invece,notevoli carenze strutturali, tecnologiche e organizzative, tali da mettere a repentaglio la salute dei pazienti e la qualità dell’assistenza sanitaria offerta dal personale colà dislocato”.

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