Covid-19, Cassandra da Manchester: “In Uk la situazione è seria. Spero di poter tornare presto a Salerno"

L'avvocato salernitano, già presidente del Consozio Asi, vive e lavora dal 2015 in Inghilterra con la sua famiglia. A Salernotoday racconta come sta trascorrendo queste settimane particolarmente difficili anche per il Regno Unito

L'avvocato Gianluigi Cassandra

“Anche qui siamo chiusi in casa e si contano, al 5 aprile scorso, 552 decessi. Spero di ritornare presto a Salerno per rivedere familiari e amici e mangiare chili di mozzarella”. A parlare con la redazione di Salernotoday è l’avvocato di Three Graces Legal a Liverpool e Manchester Gianluigi Cassandra, originario di Salerno (dov'è stato anche presidente del Consorzio Asi), che, da agosto 2015, si è trasferito con la sua famiglia a Manchester.

Avvocato Cassandra, come sta vivendo questa epidemia a Manchester?

“Siamo anche qui tutti chiusi a casa. La città sta rispondendo bene al lockdown. Devo anche aggiungere che qui è previsto fare un po' di sport all'aria aperta. Fortunatamente ci sono molti parchi in città, alcuni di dimensioni enormi, quindi ne approfittiamo”.

Lì qual è la situazione? Ci sono molti contagi e decessi?

“Si stanno aumentando e di molto. Nell'aria del Nord Ovest, (Manchester, Liverpool, Leeds) si contano già 552 decessi, mentre a Londra 1482. Il dato che ho è del 5 aprile. Alcuni amici medici mi dicono che purtroppo aumenteranno”.

Come sta trascorrendo le giornate?

“Lavoro da casa, come tanti. Ovviamente le richieste sono diminuite, ma sto riuscendo a seguire alcuni clienti, anche perchè mi occupo solo di stragiudiziale, quindi sono avvantaggiato. E poi ne ho approfittato per stare più tempo con mia figlia Hanna ed ho anche iniziato una mia trasmissione su Youtube, dove cerco di dare qualche consiglio alla comunità italiana in Uk. Mi diverto e provo a fare qualcosa di utile”.

Dall'Italia si ha avuto la sensazione che l’epidemia in Inghilterra, almeno inizialmente, sia stata presa un po' sotto gamba. 

 “Sottogamba non direi, probabilmente in ritardo. Si poteva guardare a cosa stava succedendo in Italia e prendere prima alcune misure restrittive. Probabilmente il governo ha cercato di tutelare l'economia britannica che stava attraversando un buon momento. A fine febbraio la chiusura delle attività produttive, delle società di servizi, degli esercizi commerciali, degli studi professionali, non sarebbe stata accettata di buon grado. Con l'aumento dei contagi (e purtroppo dei decessi) invece nessuno ha protestato. Ma questa è solo una mia supposizione".

Che immagine si ha dell'Italia dall'estero? 

“Dopo la metà di febbraio, quando ci sono stati i primi morti, i britannici hanno iniziato a preoccuparsi per quello che succedeva in Italia. Devo dire che le persone che conosco sono state cortesi e premurose con noi. In generale c’è stato un senso di ammirazione per come gli italiani hanno reagito al diffondersi della pandemia ed i media ne hanno dato grande risalto, esaltando anche il coraggio dei nostri medici ed infermieri. Oggi ovviamente sono tutti più concentrati su quanto sta avvenendo qui in Gran Bretagna. Proprio l’altro ieri la Regina ha tenuto un alto ed incoraggiante discorso alla nazione. Un evento raro che fa capire la difficoltà del momento. Di queste ore è la notizia del ricovero in ospedale di Boris Johnson. Insomma la situazione è davvero seria anche in Gran Bretagna”.

Da italiano sta sicuramente seguendo l'evoluzione dei contagi nel suo Paese d'origine. Secondo lei come si sta muovendo il governo italiano? 

“Inizialmente sono stato molto critico nei confronti del Governo italiano. Credo che ignorare, di fatto, che Il 30 gennaio 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità avesse già diffuso, pubblicamente e sul sito istituzionale, la dichiarazione di emergenza internazionale di salute pubblica, sia stato un errore grave, che ha fatto perdere giorni preziosi. Anche gli inviti a bersi il caffè del Segretario del Pd e del Sindaco di Milano, credo siano stati errori grossolani. Successivamente mi sono imposto, vista la tragedia in atto, di avere unicamente un atteggiamento costruttivo. L'epidemia ha dimostrato anche l'inopportunità di delegare alle regioni l'amministrazione della Sanità. Occorre che il Governo ne abbia la competenza su tutto il territorio nazionale, per avere unicità di comportamenti e di decisioni”.

È in contatto con la sua Salerno? 

“Certamente, i miei genitori sono li. Li sento tutti i giorni. Così i miei colleghi dello studio legale italiano ed i miei amici”.

Qual è la prima cosa che farà alla fine di questa epidemia?

“Prima della chiusura venivo a Salerno ogni tre/ quattro settimane. Quindi, verrò a Salerno, a trovare i miei genitori, i miei amici ed a mangiarmi chili di mozzarella. Non appena si potrà”.

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