Coronavirus, il caso di un salernitano all'estero: "A casa per aver ospitato le mie figlie"

Alcuni sono già auto-isolati in casa, costretti alla quarantena dai "suggerimenti" della autorità o dalle disposizioni della rispettive aziende. Tra le esperienze vissute, anche quella raccontata da un salernitano

Alcuni sono già auto-isolati in casa, costretti alla quarantena dai "suggerimenti" della autorità o dalle disposizioni della rispettive aziende. Molti altri cercano di sfuggire alla stessa morsa limitando al minimo i viaggi e soprattutto i rimpatri verso la Penisola, regioni del nord in testa. E' il destino di tanti italiani all'estero al tempo del coronavirus: esemplificato perfettamente dal caso di Londra, cuore pulsante di una delle grandi comunità di connazionali sparse nel mondo, dove il Covid-19 potè più della Brexit. 

Le indicazioni nel Regno Unito

Nel Regno Unito le indicazioni generali, confermate proprio oggi dal Foreign Office, sono quelle della quarantena a domicilio obbligatoria - sintomi o non sintomi - per chiunque rientri oltre Manica da uno dei 12 Comuni della Lombardia e del Veneto in lockdown. Ma anche di un isolamento di due settimane in presenza del piu' lieve e generico sintomo influenzale per chi vi sbarchi dall'intera Italia settentrionale, a nord di Firenze. Limitazioni precauzionali che qualcuno sta già scontando. E a cui altri intendono sfuggire, senza contare coloro che si sono visti cancellare i voli a causa della stretta imposta da molte compagnie. 

Il consulente di Salerno

Igino, consulente finanziario di Salerno, racconta all'Ansa d'esser stato mandato a casa dai responsabili delle risorse umane dalla società per cui lavora alla City solo per aver ospitato nel weekend due figlie, che vivono con l'ex moglie in Italia, una della quali raffreddata. Giovanni, avvocato d'affari di Rovigo, d'essere stato congedato per 14 giorni dallo studio londinese di cui è partner dopo essere tornato, senza sintomi di sorta, da una settimana bianca a Folgaria, con la possibilità di lavorare per ora "solo al telefono o via Skype": l'uno e l'altro sulla base di cautele maggiori rispetto a quelle raccomandate dalle autorita' governative del Regno. Per evitare la medesima sorte, Andrea Giannotti, altro consulente aziendale attirato in questi anni dalle opportunità e dalla mobilità di Londra, sottolinea d'aver appena "rinviato un previsto ritorno in Italia. Più per la paura di essere messo in quarantena una volta a Londra che per l'allerta sanitaria nel nostro Paese". "Se posso esprimere la mia opinione su cio' che accade - aggiunge - trovo ingiustificato gettare intere nazioni in recessione e ridurre le liberta' individuali come si sta facendo". "Ho dovuto rivedere in parte i miei programmi di viaggio in Italia - fa eco Stefania Bochicchio, co-direttrice UK dell'International Theatre Institute -, non tanto perche' sia allarmata dalla situazione da noi, piu' che altro per il rischio di finire in quarantena al rientro qui. Anche perchè le indicazioni delle autorità sanitarie inglesi potrebbero cambiare con l'aggravarsi della diffusione del virus. Quanto al mio lavoro di organizzatrice di eventi teatrali e cinematografici italiani nella capitale britannica, non ho notato peraltro un calo di prenotazioni, gli show continuano ad essere sold-out. Ma bisogna vedere cosa accadra' nei prossimi giorni e settimane". 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Le altre esperienze

Esperienze analoghe vengono raccontate da Roberto Birolini, bresciano, informatico, e da Gianni Nunnari, che lavora in una banca d'affari. Birolini, che in Italia ha progettato di tornare definitivamente dopo un periodo londinese e dopo essere stato assunto di recente da un'azienda di Milano per un lavoro che dovrebbe iniziare dopo Pasqua, ha accantonato per ora l'idea di un sopralluogo a marzo per cercare casa nel capoluogo lombardo; mentre Nunnari ha rinunciato "a una serie di appuntamenti di lavoro a Roma", dove prevedeva "di restare almeno tre giorni per incontrare potenziali clienti investitori". "Ho una bambina piccola - nota - e non voglio esporla anche solo indirettamente a contagi. Senza sottovalutare che l'Italia e' vista al momento dall'osservatorio di Londra come l'epicentro europeo di questa epidemia: tant'e' vero che invece da Cipro sono rientrato la settimana scorsa senz'alcun problema". La soluzione? In qualche misura Nunnari prova a ovviare con le conference-call, ma diversi appuntamenti sono stati semplicemente rinviati a data da destinarsi. "E la mia vera preoccupazione - chiosa - è per un prossimo viaggio a Dubai, dove le misure sono decisamente piu' restrittive: temo di non poter neppure entrare".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Covid-19: sospesa la scuola fino al 30 ottobre, chiusi i circoli e stop all'asporto dopo le 21 e alle feste

  • Covid, nuova ordinanza della Regione Campania: confermate le restrizioni

  • Grande attesa a Fisciano, apre il Parco Commerciale "Le Cinque Porte"

  • Allerta meteo in Campania, i sindaci salernitani chiudono le scuole: ecco i comuni

  • Mini-lockdown in Campania: pubblicata l'ordinanza, De Luca frena le attività e chiude le scuole

  • Covid, in arrivo un nuovo Dpcm: più smart working e nuova stretta sui ristoranti, possibile freno alle palestre

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
SalernoToday è in caricamento