Covid-19, richiesta di ANASTE Campania: "Tamponi nelle strutture sociosanitarie"

La lettera è stata indirizzata al Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. L'obiettivo è evitare che le strutture diventino "bombe virali"

"Eseguire i tamponi agli operatori delle strutture sociosanitarie". Ecco il primo punto di un'ampia e articolata richiesta protocollata da ANASTE CAMPANIA, l'Associazione nazionale strutture terza età. La lettera è stata indirizzata al Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca ed è finalizzata ad "evitare che le strutture diventino vere e proprie bombe virali". Fari accesi sulle case albergo per anziani e case di riposo, gruppi di appartamenti, residenze sanitarie assistite.

I dettagli

"Chiediamo l'esecuzione di tamponi per i nostri dipendenti. E' necessario prevederli anche per gli ospiti che sono dimessi dagli ospedali e che poi vengono riammessi nelle nostre strutture. In caso contrario, può esserci potenziale pericolo", spiega l'avvocato Nicola Galdiero, presidente di ANASTE CAMPANIA. Un altro tema caldo è quello dell'approvigionamento di dpi, i dispositivi di protezione individuale, quindi mascherine, guanti monouso, camici. "La spesa può essere anche a carico dei gestori, perché siamo in parte privati e in parte convenzionati. Il discorso non è economico ma logistico: è necessario individuare un canale di approvvigionamento unico, affinché venga fissato anche un calmiere per i prezzi. Se non c'è un calmiere, che è consguenza di un indirizzo comune, il rischio è esporsi al pagamento di cifre esorbitanti per i dpi. Noi possiamo solo applicare un protocollo di prevenzione interno: la misurazione della temperatura corporea, la profilassi che scatta in presenza di tosse o di sintomi riconducibili ad uno stato influenzale. E' impossibile, però, eseguire i tamponi per tutti i dipendenti, perché riescono a farlo solo le strutture pubbliche".

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L'auspicio

Lo scenario auspicabile è "un tavolo tecnico, al quale al momento non siamo stati invitati. L'obiettivo è spiegare quanto accade all'interno delle strutture sociosanitarie. Noi chiediamo linee guida e un canale diretto di approvvigionamento. Si potrebbe procedere, ad esempio, nel solco già tracciato dalla Regione Calabria, che è stata apripista. La Regione Campania, al momento, batte su un altro tasto e ci risponde che saranno effettuati controlli. La risposta, al momento, non può essere ritenuta esaustiva. Con il decreto del 4 marzo siamo stati dotati di uno strumento importante: l'articolo 2 dispone la sospensione delle visite dei familiari delle persone ricoverate nelle strutture. E' stata, dunque, creata una cortina di protezione. L'unica falla restano i dipendenti".

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