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Corruzione, con De Luca è indagato anche il suo capostaff Di Lorenzo

Si allarga l'inchiesta che coinvolge il sindaco di Salerno, suo figlio Piero e Mario Del Mese per contributi elettorali e biglietti per il Lussemburgo pagati da quest'ultimo. Lo rivela il Corriere

Si allarga l'inchiesta sulla corruzione che coinvolge il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, suo figlio Piero e il nipote dell'ex sottosegretario Paolo Del Mese, Mario, per contributi elettorali e biglietti per il Lussemburgo pagati da quest'ultimo. «Condotta perdurante» si legge nel provvedimento. Nella seconda richiesta di proroga delle indagini, concessa dal gip di Salerno, Maria Zambrano, compaiono anche i nomi di Alberto Di Lorenzo, Enrico e Armando Esposito e Gilberto Belfiore.

Di Lorenzo, capo staff di De Luca è accusato di concussione e il suo nome viene fuori ancora una volta da Peppino Amato jr. Nell'interrogatorio del 6 novembre 2012, reso al pubblico ministero Vincenzo Senatore che si è occupato del crac del pastificio salernitano, l'ex rampollo della famiglia dei pastai raccontò di un interessamento del capo staff di De Luca all'acquisto di un appartamento all'interno del complesso residenziale di Jean Nouvel che sarebbe dovuto sorgere laddove una volta c'era il vecchio opificio. Peppino dice di aver visto anche il contratto a nome di Di Lorenzo tra i prenotatari contattati da Mario Del Mese.

Prima del contratto - scrive sempre il Corriere - si era verificato il problema del rilascio del permesso di costruire da parte del Comune di Salerno, che aveva ritardato la concessione di un mutuo bancario. «Io sono in ritardo, siamo in ritardo, non ce la facciamo più, rischiamo che salti — ricorda di aver detto durante un incontro con il sindaco — e cose del genere e lui diceva a Mario: Mario, parlane con Di Lorenzo». A quel punto, Peppino tira fuori anche la richiesta di 45.000 euro che Mario gli avrebbe consigliato di pagare per accelerare l'iter. «Dammi questi soldi, poi me la vedo io al Comune», gli avrebbe risposto il nipote dell'ex presidente della commissione finanze del governo Prodi.

Mario Del Mese avrebbe anche informato Peppino delle intenzioni di Di Lorenzo di prendere una casa a Mercatello. «Alberto vuole una casa»: sono state le parole riferite da Peppino jr agli inquirenti. «Gratis?», chiede il pm. «Che Alberto volesse una casa sic et simpliciter insomma, senza corresponsione, così mi fu riferito da Mario, cioè non mi fu riferito esplicitamente, ma mi fu riferito»: il nipote del cavaliere Amato specifica anche che quella della richiesta gratuita fu una sua percezione. La casa, Di Lorenzo non l'ha mai acquistata. Del resto il progetto di riqualificazione dell'area di Mercatello non è mai stato portato a termine. Fonte il Corriere del Mezzogiorno.

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