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Immagine di repertorio

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Corso di pronto soccorso per la guardia di finanza

Il corso si tiene nella giornata di oggi presso il comando provinciale di Salerno ed è rivolto a 180 militari delle fiamme gialle, che saranno istruiti anche all'utilizzo dell'apparecchio defibrillatore

Un corso di formazione al primo soccorso cardiorianimatorio con uso del defibrillatore è in programma per oggi presso il comando provinciale della guardia di finanza di Salerno. Il corso, rivolto ai militari della guardia di finanza, è stato inaugurato lo scorso 21 ottobre a Napoli presso il comando regionale delle fiamme gialle. La giornata sarà interamente dedicata alle tematiche della rianimazione cardio-polmonare e persegue l'obiettivo di formare il personale non sanitario della guardia di finanza per la collaborazione territoriale al primo soccorso in emergenza con il “118”. Complessivamente, saranno coinvolti oltre 180 militari della guardia di finanza.

Nella maggior parte dei casi di arresto cardiaco i tempi per rianimare sono molto brevi (10 minuti al massimo) e non sempre l'ambulanza riesce ad assicurare l'arrivo in tempi cosi ristretti. L'iniziativa lodevole della guardia di finanza servirà proprio a colmare questo problema. Infatti, i finanzieri abilitati al primo soccorso e all'uso del defibrillatore da domani con la loro presenza sul territorio garantiranno nei casi di emergenza un pronto intervento sul posto in attesa dell'arrivo dell'ambulanza del sistema 118.

L'arresto cardiaco improvviso - si legge in una nota del comando provinciale guardia di finanza - è una delle principali cause di decesso nel mondo: può colpire chiunque, in qualsiasi luogo e in qualunque momento e, solitamente, senza sintomi che lo precedano. Meno del 5% dei soggetti colpiti sopravvive, poiché l'intervento di primo soccorso non giunge in tempo.

Effettuare una Rianimazione Cardio Polmonare nei primissimi minuti dopo l'evento è, quindi, indispensabile per aumentare notevolmente le possibilità di sopravvivenza. Tutto si gioca sulla variabile tempo ed ecco perché diventano essenziali i programmi di formazione al primo soccorso, da aumentare soprattutto nelle aree pubbliche, dove la presenza di persone e più elevata. Tali programmi propongono la presenza di defibrillatori semiautomatici esterni e la necessaria preparazione di laici e sanitari. Tutto questo servirà a garantire il corretto utilizzo dei defibrillatori in centri commerciali, aeroporti, aziende, centri benessere, centri sportivi, stadi. L'associazione scientifica GIEC contribuisce da anni a diffondere la cultura dell'emergenza.

Occorre però un'ulteriore fase di sensibilizzazione che possa spingere sempre più istituzioni ed organizzazioni di volontariato a collaborare con la parte sanitaria. Il 70% degli arresti cardiaci continua ad avvenire in casa. Sulla scia di quanto già si sta facendo negli Stati Uniti, bisognerebbe insegnare ai familiari di cardiopatici a rischio l'uso del defibrillatore e dotarsi del dispositivo in attesa dei primi soccorsi prestati dal 118.

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