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Un momento del corteo

Un momento del corteo

Crisi Cstp, corteo in centro contro la privatizzazione

In duecento, per la maggior parte studenti delle scuole cittadine, hanno sfilato in piazza per dire nuovamente "no" alla privatizzazione del trasporto pubblico

Duecento circa le persone che hanno preso parte, questa mattina, al corteo promosso dalla rete utenti salernitani del trasporto pubblico per dire "no" a qualsiasi forma di privatizzazione del servizio. I manifestanti, per la quasi totalità studenti delle scuole cittadine, hanno iniziato a sfilare per le strade del centro partendo da piazza Vittorio Veneto, nei pressi della stazione ferroviaria. Cori per chiedere che il trasporto pubblico rimanga tale, gli studenti sfilano in maniera ordinata fermandosi ogni tanto lungo il tratto di corso Vittorio Emanuele. A vigilare sul corretto andamento della manifestazione gli agenti di polizia.

"Vogliamo che il trasporto pubblico non vada in mano ai privati e vogliamo miglioramenti del servizio" dichiarano all'unisono alcuni ragazzi che si sono recati in piazza a protestare. Qualcuno nel corso della manifestazione accende fumogeni ma viene subito redarguito da altri manifestanti. Il corteo è stato organizzato dalla rete utenti salernitana del trasporto pubblico, gruppo nato su facebook e che si schiera apertamente contro qualsiasi ipotesi di privatizzazione del servizio. La rete chiede anche la salvaguardia dei posti di lavoro all'interno del Cstp, il consorzio salernitano dei trasporti pubblici. Il corteo di questa mattina è stato il terzo "momento in piazza" della rete utenti dopo i due presidi di piazza Portanova e piazza Cavour.

"Chiediamo un grande atto di coscienza agli enti soci del Cstp - dichiara Gerardo Arpino, delegato provinciale della Filt Cgil e dipendente del consorzio - affinché l'azienda sia ricapitalizzata. Senza il loro aiuto non possiamo farcela: i dipendenti stanno già facendo molti sacrifici, abbiamo due mensilità arretrate, due premi di risultato arretrati, 2010 e 2011, insomma gli enti soci devono ricapitalizzare". Arpino si esprime anche sui 5 milioni di Euro che dovranno arrivare dalla regione Campania: "Per noi sono di certo una boccata d'ossigeno in questa delicata vertenza ma ora il Cstp va ricapitalizzato. I dipendenti sono anche disposti ai contratti di solidarietà fatti per bene, ma prima il Cstp va ricapitalizzato".

 

 

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