Cronaca Centro

"Sopravvivere non è un reato, vogliamo uno spazio": corteo dei senegalesi e dei bengalesi

I senegalesi e i bengalesi: "Non ci è mai stato chiesto un parere sulla questione e la possibilità di concordare insieme alle autorità una risoluzione definitiva. Non chiediamo molto, solo di decidere anche noi del nostro futuro"

La protesta

Tutti in piazza, i senegalesi e i bengalesi per dire "no" allo sgombero del mercato etnico del sotto piazza della Concordia. Questa mattina, dalle 9, numerossisimi i manifestanti in piazza Vittorio Veneto. "Il problema riguarda l'ambulantato in generale- ha spiegato il sindacalista Anselmo Botte, pronto a prender parte al corteo insieme ai senegalesi e ai bengalesi - Non parliamo di una questione che interessa solo senegalesi, bengalesi o italiani: vogliamo tentare di partire dal fatto che i lavoratori abbiano tutti gli stessi diritti. C'è stata una sottrazione di spazi, non c'è più sottopiazza della Concordia, luogo fondamentale per i venditori ambulanti. E' necessario quindi trovare una soluzione alternativa: da qui nasce l'iniziativa di questa mattina".

"A fine febbraio ci è stato imposto di lasciare il sotto piazza, dove abbiamo esercitato la nostra professione per oltre 12 anni - spiegano dall'associazione dei Senegalesi - A seguito di ciò, abbiamo deciso di scendere in piazza per rivendicare il nostro diritto al lavoro. Tuttavia il 9 aprile, un giorno prima del corteo, abbiamo annullato la manifestazione poiché l’amministrazione ci aveva promesso un nuovo accordo: piazzale Salerno Capitale, nelle vicinanze del Grand Hotel Salerno. Le comunità sentendo proprio il momento di crisi che attraversa l’Italia e non volendo rappresentare un intralcio per l’amministrazione del Comune di Salerno, a malincuore, decisero di accettare l’accordo di piazzale Salerno Capitale. Dopo qualche giorno, per motivi a noi sconosciuti, l’amministrazione ci comunicò dell’impossibilità del progetto. Ci siamo visti ancora una volta negare il diritto al lavoro".

"Abbiamo deciso quindi di ascoltare tutte le soluzioni che ci hanno proposto. - continuano gli ambulanti - Nessuna di queste soluzioni ha però preso in considerazione quello che è il nostro bisogno. Non ci è mai stato chiesto un parere sulla questione e la possibilità di concordare insieme alle autorità una risoluzione definitiva. Non chiediamo molto, solo di decidere anche noi del nostro futuro. Pretendiamo che le istituzioni ci riconoscano come lavoratori e che ci venga affidato un luogo dove poter lavorare legalmente", hanno concluso. Con oltre un'ora di ritardo, dunque, è partito il corteo di protesta dalla stazione, dirigendosi verso Palazzo di Città.

Il video

(Foto di Francesco Bove)

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