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Costiera Amalfitana tra degrado e rifiuti: la denuncia della Fiab

Paolo Longo, presidente della Fiab di Salerno, è intenzionato anche a rivolgersi all'Unesco se lo stato delle cose dovesse rimanere lo stesso

Nei giorni scorsi i volontari della Federazione italiana amici della bicicletta di Salerno, hanno effettuato un reportage sullo stato di incuria della statale 163 che percorre interamente la Costiera Amalfitana. "La Costiera Amalfitana va percorsa velocemente - esordiscono in una nota - Se si diminuisse la velocità, infatti, apparirebbe chiaro qualcosa che a nessuno finora sembra interessare, né alle amministrazioni comunali del territorio, né alla Provincia di Salerno, né al Parco Regionale dei Monti Lattari, né ai tanti operatori turistici, né tantomeno all'Anas a cui compete la gestione: la ss.163, la pìù importante strada della Divina Costiera, è praticamente un continuo ricettacolo di rifiuti lungo l’intera tratta da Vietri a Positano, ma anche oltre, fino al versante sorrentino, dove si collega con la ss.145".

"Non è possibile percorrere più di pochi metri senza trovare abbandonati, sui cigli della strada, cartacce di ogni genere, cartoni di pizza, buste e bottiglie di plastica, lattine, bottiglie di vetro e anche sacchetti colmi di rifiuti - continuano -  Non solo, non è raro trovare abbandonati, in bella vista lungo la strada, rifiuti ingombranti come frigoriferi, sdraio rotte, armadietti, e addirittura “rifiuti speciali” quali copertoni, barattoli di pittura e materiali d'amianto".

"Abbiamo inviato una documentazione completa del degrado in Costiera al Prefetto di Salerno, perché vengano verificate le responsabilità e le cause che comportano l'attuale, e ormai di lunga data, stato di cose e vengano presi immediati provvedimenti - esordisce Paolo Longo, presidente della Fiab di Salerno - Se non venissero presi immediati provvedimenti siamo intenzionati finanche a denunciare la situazione all'Unesco. Lo stato di abbandono all'incuria e alla sporcizia della statale 163 amalfitana è probabilmente il sintomo più grave e visibile di una totale mancanza di amministrazione del territorio a diversi livelli, oltre che dell'Anas che ne è proprietaria. Il balletto delle responsabilità, che certo farà seguito alla nostra denuncia, non potrà però escludere alcuno dei livelli amministrativi dal sentirsi colpevole per lo stato vergognoso in cui viene tenuto un territorio riconosciuto dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità. Anche perché il silenzio e il disinteresse fin qui dimostrati da tutti gli enti locali risultano assolutamente incomprensibili".

"La nostra azione è oggi rivolta alla denuncia - continua Longo - ma con quanti hanno a cuore questo territorio vorremmo intraprendere un percorso di risveglio delle coscienze e di indirizzo nell'intraprendere politiche volte ad uno sviluppo sostenibile in Costiera Amalfitana, sperando che se ne possa rallentare l’irrefrenabile corsa nel niente” conclude.

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