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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Cronaca Cava de' Tirreni

Ospedale di Cava, si schiera anche Servalli: "No alla chiusura della Rianimazione"

Dopo le critiche sollevate da centrodestra e sindacati il sindaco prende posizione e si rivolge a De Luca: "Valuti l’adozione di misure efficaci ma che non comportino lo svuotamento delle strutture già esistenti"

Dopo le polemiche del centrodestra e dei sindacati anche il sindaco di Cava de’ Tirreni Vincenzo Servalli interviene sulla paventata chiusura della U.O di Anestesia e Rianimazione presso l’ospedale “Santa Maria Incoronata dell’Olmo”. “La progressiva crescita del numero di contagi da Covid 19 nella nostra regione preoccupa tutti noi e necessita dell’adozione di scelte responsabili. Nessuno deve sottrarsi dal fare la propria parte e anche noi la faremo” è la sua premessa.

La polemica

Per Servalli, tuttavia, “la sola ipotesi di chiusura del reparto di rianimazione del nostro presidio ospedaliero, avanzata da qualche dirigente dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Ruggi d’Aragona, è totalmente inaccettabile. Non risponde a logiche di razionalità, buon senso e tutela della salute dei cittadini.  Sono certo che il direttore generale del Ruggi, Vincenzo D’Amato saprà operare le scelte giuste e mi appello al presidente De Luca affinché si valutino l’adozione di misure efficaci ma che non comportino lo svuotamento delle strutture già esistenti. Ringrazio gli operatori sanitari del nostro presidio che, non ho dubbi, ancora una volta, daranno prova di grande professionalità, impegno e sacrificio per la tutela e il buon funzionamento del nostro ospedale. Alle Forze politiche e civiche di maggioranza e opposizione chiedo di non dividersi e di affrontare insieme questo momento difficile, perché abbiamo un unico obbiettivo: la salute dei cittadini e la difesa del nostro ospedale, per le quali non esistono appartenenze” conclude Servalli .

  

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