Aule troppo piccole, l'Arcidiocesi di Salerno ai parroci: "Date i nostri locali alle scuole"

La Curia ritiene “opportuna l’assunzione di iniziative a sostegno delle comunità scolastiche affinché il servizio di istruzione possa erogare le proprie prestazioni con modalità finalizzate alla prevenzione del contagio da Covid-19”

Aule troppo piccole per un elevato numero di studenti in ogni classe. Per questo l’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno invita le Parrocchie e gli Enti Ecclesiastici a concedere, secondo le possibilità, gli spazi chiusi e/o le aree scoperte di cui dispongono, alle scuole che ne facciano richiesta, “necessitando in questo periodo di emergenza di nuovi ed ulteriori spazi che consentano il rispetto delle distanze interpersonali di sicurezza”. La Curia salernitana, infatti, ritiene “opportuna l’assunzione di iniziative a sostegno delle comunità scolastiche affinché il servizio di istruzione possa erogare le proprie prestazioni con modalità finalizzate alla prevenzione del contagio da Covid-19”.  

La lettera inviata ai parroci:  

Carissimi, questa Arcidiocesi - ritenendo opportuna l’assunzione di iniziative a sostegno delle comunità scolastiche affinchè il servizio di istruzione possa erogare le proprie prestazioni con modalità finalizzate alla prevenzione del contagio da Covid-19 - invita le Parrocchie e gli Enti Ecclesiastici a concedere, secondo le possibilità, gli spazi chiusi e/o le aree scoperte di cui dispongono, alle scuole che ne facciano richiesta, necessitando in questo periodo di emergenza di nuovi ed ulteriori spazi che consentano il rispetto delle distanze interpersonali di sicurezza. A tal fine si allega alla presente bozza di contratto di comodato d’uso gratuito a tempo parziale attraverso il quale potrà essere regolato il rapporto tra l’Ente Ecclesiastico e l’Istituzione Scolastica per l’utilizzo temporaneo dei locali e degli spazi. Prima della sottoscrizione del contratto è necessario presentare richiesta di autorizzazione canonica, a cui dovrà essere allegata bozza del contratto che si andrà a sottoscrivere. Il contratto andrà poi registrato presso l’Agenzia delle Entrate entro 20 giorni dalla sottoscrizione. L’imposta di registro e l’imposta di bollo saranno a carico dell’utilizzatore. La scuola si farà carico delle spese per le utenze (energia elettrica, riscaldamento, acqua) che potranno essere calcolate in base alle ore di utilizzo dell’immobile. Saranno a carico dell’istituto scolastico anche la pulizia e l’igienizzazione delle aule nonché una quota della TARI, calcolata in base alle superfici e al tempo di loro utilizzo. Le spese per eventuali interventi finalizzati a rendere adeguata la struttura ai bisogni della scuola, saranno ad integrale carico dell’utilizzatore. Si fa infine presente che dal 2020 la nuova disciplina IMU (L. 160/2019) prevede che gli immobili utilizzati per lo svolgimento di attività socialmente rilevanti (come quelle culturali, sportive, ricreative, didattiche, assistenziali, sanitarie, ricettive) sono esenti solo se utilizzati direttamente dal proprietario. Ad evitare quindi che la Parrocchia possa, a seguito della stipula del contratto di cui sopra, essere tenuta al pagamento dell’IMU, sarà opportuno accertarsi che il Comune, ai sensi dell’articolo 1, c. 777 della L. 160/2019, inserisca nel proprio Regolamento l’esenzione per gli immobile dati «in comodato gratuito al comune o ad altro ente territoriali, o ad ente non commerciale, esclusivamente per l’esercizio dei rispettivi scopi istituzionali o statutari» (c. 777, lett. e). 

Cordiali saluti 

Il Vicario Episcopale per l’Amministrazione 

Sac. Alfonso Gentile 

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