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Covid nella casa-albergo di Siano: la verità di sindaco e parroco

Don Crescenzo Aliberti e il primo cittadino Marchese intervengono dopo le dichiarazioni dell’infermiera e responsabile della struttura “Monsignor Corino” Antonella Botta

Dopo le dichiarazioni, alquanto critiche, rilasciate in un comunicato stampa dall’infermiera e responsabile della Casa Albergo “Monsignor Corino” di Siano Antonella Botta, arriva la dura presa posizione del sindaco Giorgio Marchese insieme al chiarimento del parroco della chiesa “Santa Maria delle GrazieDon Crescenzo Aliberti, che, contattato dalla redazione di Salernotoday, fornisce alcune precisazioni.

La nota 

Il primo cittadino Marchese smentisce quanto dichiarato dall’infermiera: “Più volte in questo periodo ho chiesto a tutti voi di evitare discussioni inutili specie sui social. Purtroppo oggi devo intervenire mio malgrado e puntualizzare alcuni aspetti circa l’articolo con le dichiarazioni della signora Botta della struttura Monsignor Sabato Corvino in quanto false e prive di ogni fondamento. Senza entrare nello specifico di quanto fatto, mi corre l’obbligo di difendere l’operato dei tanti volontari, tecnici, dipendenti comunali e amministratori che in queste ore stanno facendo di tutto per supportare la struttura in questione. Accetto critiche alla mia persona e resto in silenzio ma non permetto a nessuno di strumentalizzare e criticare il lavoro di tante persone che tolgono tempo alla famiglia per metterlo a disposizione della comunità in modo del tutto gratuito. Restiamo a disposizione della struttura come fatto fino a questo momento h24 e 7 giorni su7 per qualsiasi esigenza e per quanto di nostra competenza”.

Il colloquio

Don Crescenzo Aliberti chiarisce: “Prima di tutto ci tengo a precisare che la Casa Albergo è gestita dalla parrocchia da decenni con l’obiettivo di assistere gli anziani. La nostra struttura rappresenta un fiore all’occhiello per tutte le sue caratteristiche”. Poi entra nel merito della questione: “Fino a pochi giorni va avevamo superato le problematiche legate alla pandemia. Ci siamo muniti delle mascherine e di tutti i disposizioni di protezione ed adottato tutti i protocolli. Poi, a metà novembre, forse un dipendente è rimasto contagiato. E, quindi, abbiamo fatto, a nostre spese, i test e i tamponi su tutto il personale e su tutti i nostri ospiti: due dipendenti sono risultati a loro volta positivi insieme ad un ospite. Di conseguenza – aggiunge Don Crescenzo – il Comune, con cui c'è una fattiva e costante collaborazione, ha messo la struttura in quarantena e quindi anche i nostri dipendenti sono rimasti in quarantena nella Casa Albergo dal 18 al 28 novembre. Attualmente sono tutti in ottime condizioni di salute. Li ringrazio di cuore per tutto quello che fanno ogni giorno per tutelare i nostri ospiti”. 

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