Cronaca

Acquazzoni improvvisi ai tempi del Covid: a farne le spese, il settore ristorativo

In caso di temporali improvvisi, non c'è la possibilità di proseguire la serata all'interno: questo si traduce in ulteriori sacrifici da parte di camerieri e titolari, costretti ad acrobazie sotto la pioggia per consegnare o ritirare i piatti, con o senza ombrello, e in fastidi per i consumatori che, magari, seppur riparati da gazebi o tendoni, devono far i conti con schizzi ed umidità

Disagi, per il comparto ristorativo e i suoi dipendenti e collaboratori. Come è noto, infatti, negli ultimi giorni, le condizioni meteo del territorio hanno subito improvvisi peggioramenti, con acquazzoni e pioggia che hanno messo in difficoltà, in particolare, i locali. Diversi, i cittadini che, venerdì sera, hanno dovuto accelerare il tempo di consumazione della loro cena al tavolo in pub, pizzerie e ristoranti, per il maltempo non previsto. Scenario che si temeva e che si è concretizzato, dunque: come è noto, per le restrizioni anti-Covid, è possibile pranzare e cenare solo negli spazi esterni.

Lo scatto

Ciò implica che, in caso di temporali improvvisi, non c'è la possibilità di proseguire la serata all'interno: questo si traduce in ulteriori sacrifici da parte di camerieri e titolari, costretti ad acrobazie sotto la pioggia per consegnare o ritirare i piatti, con o senza ombrello, e in fastidi per i consumatori che, magari, seppur riparati da gazebo o tendoni, devono far i conti con schizzi ed umidità durante i pasti. E' diventata virale, non a caso, la foto di Carmine della pizzeria Anabeco di Fisciano: si tratta di un'immagine emblematica della dura condizione e della lotta quotidiana per la sopravvivenza, da parte del settore food, ai tempi della pandemia.

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