Emergenza sanitaria: don Natale in quarantena precauzionale rassicura i fedeli, il dottor Baselice racconta la "vita oltre il Covid"

Il parroco di San Giuseppe Lavoratore rassicura i fedeli dopo il caso emerso in Canonica. Intanto, il dottor Baselice commuove tutti con il suo messaggio sui social

Don Natale

Carissimi fedeli, sono lieto di raggiungervi con questo messaggio per rassicurarvi circa le nostre condizioni di salute. Come sapete siamo in regime di autoquarantena e stiamo benissimo. Siamo costantemente raggiunti dal vostro affetto e dalle vostre preghiere.

Lo ha scritto don Natale Scarpitta, parroco della chiesa di San Giuseppe Lavoratore, a Salerno, che ha voluto rassicurare tutti sulle condizioni di salute sue e degli altri sacerdoti in quarantena, dopo il caso di contagio registrato in Canonica. "Approfitto di questo messaggio per ricordarvi che questa sera alle ore 19.00 e domani, domenica, alle ore 08.30, 10.00, 11.30 e 19.00, le Sante Messe saranno regolarmente celebrate e presiedute da sacerdoti esterni. Vi ringrazio a nome anche di don Luigi, don Emery e don Olivier per la vostra vicinanza", ha aggiunto don Natale.

Il messaggio di Baselice

Commovente, intanto, su Facebook, il messaggio del dottor Aniello Baselice, da anni impegnato nella lotta alla dipendenza e all'abuso di alcolici nel salernitano. Innumerevoli i like alla sua testimonianza di vita "oltre il Coronavirus":

Sono medico e ho studiato e ho conosciuto tante malattie . Soprattutto  molte sofferenze dello spirito e della mente. Ho vissuto  anche come uomo tanti momenti di crisi e disagio esistenziale . Ho attraversato tante stagioni della mia non breve vita segnate da colori e umori differenti . Ho vissuto il bello e il brutto come pure il grigio di tanti momenti. Ho sempre avuto un approccio positivo e fiducioso nella vita qualunque sapore avesse in quel momento. Ma il 2020 sarà un anno che rimarrà dentro di me.

Due quarantene (la prima dopo Codogno in febbraio) e l'esperienza di malattia col Covid vissuto dentro. La conclusione dolorosa e anche traumatica di rapporti personali importanti. Il cambiamento inevitabile di una socialità solare e spontanea, sostituita dal distanziamento angosciante dall'altro anche a te caro ma vissuto come possibile "untore". Una nuova e complessa esperienza lavorativa in una situazione segnata da pesanti  problemi organizzativi in un territorio non facile ed esteso.

L'avvio o il prosieguo di  nuovi progetti di lavoro  frenati o ostacolati dall'emergenza pandemica. E soprattutto una costante situazione di drammatica e pesante riduzione di contatti,rapporti e legami che mi e ci accompagna ormai da un anno. Avrei avuto più di un motivo per gettare la spugna e lasciarmi andare. Ma sarei ingiusto ed ingrato verso le tante e care persone che in questi momenti mi hanno fatto sentire in vario modo il loro esserci. Sono davvero colpito dentro e anche commosso da tante manifestazioni di affettuosa vicinanza,  soprattutto quelle meno attese .

Proprio per questo sento che uscirò da questo tunnel dell'angoscia e della paura con un grande e prezioso patrimonio di rapporti e sentimenti che sarà mia cura coltivare e far fruttare nel tempo. Per tutto questo sento di ringraziare chiunque mi ha fatto  e mi fa sentire la sua vicinanza e mi dona un altro grammo di forza per andare avanti e guardare con fiducia in avanti. Grazie.

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