Covid-19, la protesta di farmacisti e biologi: "No all'Esame di Stato"

L'annuncio: "Il 5 giugno scenderemo nelle maggiori piazze italiane anche a Salerno dove faremo un sit-in davanti all’Ordine dei farmacisti di Salerno"

"Siamo farmacisti, psicologi e biologi candidati all’imminente Esame di Stato per l’abilitazione alla professione. Vi scriviamo per spiegare che non ci sentiamo tutelati dalle Istituzioni che dovrebbero rappresentarci, prima tra tutte il Ministero dell’Università e della Ricerca". Ecco l'incipit della lettera di protesta inviata alla nostra redazione.

I dettagli

"Vorremmo porre l’attenzione sull'attuale situazione sanitaria che ha rilevato enormi falle nel (e del) sistema. Durante l’emergenza COVID-19, il comparto sanità al quale anche noi apparteniamo ha ottemperato egregiamente al proprio dovere. Per far fronte a una delle sopracitate falle del sistema sanitario il Ministero competente ha deciso di rendere abilitante la laurea in medicina e in scienze infermieristiche senza la necessità di sostenere l’esame di Stato. Durante questo periodo non sono stati solo medici e infermieri che hanno svolto il loro servizio, pagandone un tributo personale in termini di vite umane, ma anche farmacisti, psicologi e biologi che hanno ottemperato al proprio dovere professionale non lesinando a sacrificare la propria salute e anche la vita. Crediamo che tutto il comparto afferente alla sanità abbia dimostrato una responsabilità individuale che è diventata sistemica in grado poi dì abbracciare una più grande complessità prendendo in considerazione non solo la propria figura come membro a sé , ma inserendola in un team, in una squadra che è diventata vincente. Il farmacista, ha avuto una valenza sociale ascoltando, tranquillizzando e indirizzando alle strutture competenti. Lo psicologo è stato chiamato ad assumere un ruolo essenziale nel recupero psicologico post-traumatico. Il biologo che non ha smesso un attimo di contribuire con celerità alla diagnostica. Alla luce di quanto esposto risulta ancora più stridente la scelta politica di non riconoscere a queste tre categorie afferenti al dipartimento della sanità gli stessi diritti che sono stati concessi ai neolaureati in medicina e scienze infermieristiche nonostante la favorevole presa di posizione del Ministro dell’Università. Data la situazione, ci siamo radunati sotto un’unica egida, chiedendo che il nostro Esame di Stato venisse tramutato nel riconoscimento del tirocinio professionalizzante, così com’è accaduto per i laureati in Medicina, grazie al DL Cura Italia nello scorso mese di Marzo. La nostra richiesta è più che legittima, essendo la nostra una professione sanitaria. Inoltre, sappiamo bene che l’abolizione degli esami di abilitazione risulterebbe anticostituzionale (Art. 33 comma 5): motivo in più, quest’ultimo, per rendere il nostro tirocinio professionalizzane a tutti gli effetti abilitante.

I risvolti economici

A ciò vogliamo aggiungere anche una breve considerazione sui risvolti economici di tale scelta: in un momento in cui tante famiglie si trovano in una condizione di crisi economica viene richiesto un esborso quantificabile in media intorno ai 400 euro per poter sostenere l’esame di Stato. Un esame che normalmente si svolge in più di 3 mesi, con prove intervallate da finestre temporali di più settimane, adesso verrebbe accorpato e svolto in un colloquio telematico, del quale non conosciamo neppure le tempistiche. E’ impensabile che non vi saranno disuguaglianze tra i candidati che sosterranno l’esame nella prima settimana, e coloro che invece si vedranno esaminati settimane dopo. Le università, nel frattempo, pubblicano bandi nei quali viene specificato che, nel caso in cui saltassero le connessioni internet, durante il colloquio dell’Esame di Stato, spetterà alle commissioni esaminatrici decidere per un’eventuale bocciatura: in tal caso, la tassa di iscrizione non verrà rimborsata.
Possiamo forse parlare di tutela dei laureati? Ci sentiamo presi in giro dalla Politica, e ripetutamente messi all’angolo soprattutto da chi dovrebbe rappresentarci. A chi diamo così fastidio? Per questo motivo, il 5 giugno scenderemo nelle maggiori piazze italiane anche a Salerno dove faremo un sit-in davanti all’Ordine dei farmacisti di Salerno".


 

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