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Covid, la Fials scrive a Mattarella: "Indennità a famiglie di medici e infermieri morti"

I vertici provinciali, attraverso il dottore Mario Polichetti, chiedono al Presidente della Repubblica, ai ministri della Sanità e dell'Interno, al presidente della Giunta regionale della Campania "di corrispondere pensioni di reversibilità ai familiari dei defunti"

La lettera era stata già inviata a marzo, in piena emergenza Covid. "Non l'abbiamo inviata ex post - spiega il dottore Mario Polichetti, responsabile nazionale e provinciale della Fials - perché già temevamo quanto è accaduto: tanti morti, nell'espletamento delle proprie funzioni e del proprio lavoro, al servizio dei cittadini e degli ammalati durante la pandemia". Per questi morti e anche a difesa ed a tutela delle famiglie "che devono essere supportate e non possono finire sul lastrico", la Fials chiede che venga riconosciuto "il trattamento di reversibiltà, perché medici, infermieri, operatori sanitari morti per Covid devono essere equiparati ai soldati caduti in guerra".

La battaglia nazionale

"Abbiamo inviato le nostre richieste, a mezzo pec, al Presidente della Repubblica Mattarella, al ministro della Salute, Speranza, al ministro dell'Interno, Lamorgese, al Presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca - Alle famiglie degli operatori sanitari in prima linea durante il Covid, morti per salvare decine di persone, va riconosciuta la reversibilità della pensione che sarebbe spettata al professionista, se avesse concluso per intero il proprio percorso pensionistico. E' una battaglia nazionale - spiega Polichetti, che si era già complimentato con il Presidente della Repubblica Mattarella per l'iniziativa della onorificenza ai medici eroi - la stiamo conducendo supportati dal nostro ufficio legale. Negli occhi abbiamo ancora le immagini, diventate virali, di tanti operatori sanitari, infermieri che in un momento di stanchezza si sono addirittura addormentati - stravolti - nel proprio luogo di lavoro, sottoposti a turni massacrati, senza soluzione di continuità. C'è chi può raccontarlo ma altri non possono farlo più. Dobbiamo pensare alle famiglie dei tanti medici ed infermieri morti. Secondo il sindacato, gli operatori in questione vanno assimilati ai soldati che perdono la vita sul campo di battaglia o ai caduti nello svolgimento delle proprie mansioni, in modo che sia lo Stato a farsi carico delle famiglie. Attendiamo risposte, sollecitiamo. L'unico che ci ha risposto al momento è stato il consigliere regionale Picarone. Ha dato disponibilità a un inizio di collaborazione". I dettagli del progetto presentati nella conferenza stampa ospitata oggi nell'aula "Trotula de Ruggiero" del plesso amministrativo dell'ospedale di Salerno "San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona".

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